Esiste ancora un giornalismo che ha il coraggio di guardare dove nessun altro guarda. Cinque inchieste, cinque continenti, un solo filo: i corpi come terreno su cui si esercita il potere. La sterilizzazione imposta alle persone trans in Europa; la contraccezione forzata sulle ragazze inuit in Groenlandia; lo sfruttamento nelle miniere del Congo; una città peruviana svuotata dei suoi abitanti per far posto a una miniera di rame; i medici di Gaza incarcerati e torturati. A firmarle, cinque giornaliste che scandagliano corpi e territori per mettere a nudo l’anatomia del potere.
Il Premio Inge Feltrinelli: raccontare il mondo, difendere i diritti è un premio rivolto a persone di genere femminile e alle nuove generazioni che si propone di premiare tre linguaggi – quello dell’inchiesta giornalistica, quello del libro (tra fiction, non fiction e letteratura per l’infanzia) e quello dei podcast – scommettendo sulla parola come veicolo di partecipazione civile.
In uscita il 17 novembre
Le autrici delle inchieste
Ella Joyner è una giornalista investigativa il cui lavoro affronta spesso i temi del genere, della giustizia e delle strutture di potere. Vive a Bruxelles e collabora con Investigate Europe. Si muove tra cronaca, reportage e inchieste di lungo respiro da tutta Europa.
Linda Koponen è nata a Helsinki nel 1991 e ha studiato scienze della comunicazione e sociologia all’Università di Zurigo. Da giugno 2023 è corrispondente della redazione esteri, con base a Tallinn: si occupa dell’Europa settentrionale e dei paesi baltici. Al centro del suo lavoro c’è la geopolitica, sempre raccontata attraverso le persone e le loro storie.
Juliette Pavy è una fotografa documentarista. Il suo lavoro esplora questioni ambientali e sociali, in particolare nell’Artico. Cofondatrice del collettivo Hors Format, nel 2024 è stata nominata fotografa dell’anno ai Sony World Photography Awards.
Feza Lugoma è visual artist, fotoreporter e operatrice della nascita (birthworker) di origine congolese e basata a Ottawa, in Canada. Esplora temi come la migrazione, la salute materna, la memoria, la giustizia sociale e la parentela all’interno del contesto della diaspora africana.
Yoselin Alfaro Carhuamaca è una giornalista investigativa peruviana, specializzata nella copertura dei diritti umani e degli effetti delle attività estrattive e della criminalità organizzata sulle popolazioni indigene amazzoniche e andine del paese.
Annie Kelly scrive per “The Guardian” e “Observer newspapers”. È stata curatrice di Rights and Freedom, una serie di reportage internazionali sui diritti umani. In precedenza, ha curato una serie di inchieste giornalistiche sul traffico di esseri umani, lo sfruttamento lavorativo e le violazioni dei diritti umani nelle catene di approvvigionamento globali.
Hoda Osman è una giornalista investigativa con base a New York. È direttrice editoriale di Arab Reporters for Investigative Journalism (ARIJ) e responsabile delle inchieste di Lighthouse Reports. Ha cofondato l’Arab and Middle Eastern Journalists Association (AMEJA), di cui è stata presidente fino al 2025.
Farah Jallad è produttrice editoriale presso ARIJ, dove guida il progetto 100 Watt. Ha sette anni di esperienza nell’insegnamento della radio e della televisione e un master in Comunicazione di massa, radio e televisione.
