Università di Milano-Bicocca

Ferrara ha di recente ospitato il Ferrara Sharing Festival, un evento attesissimo che conferma la diffusione sempre più massiccia, sia a livello di pratiche che di dibattito, dell’economia della condivisione. Una tre giorni intensissima, con oltre cento speaker e più di cinquanta workshop, seminari e plenarie diffusi nel centro storico della città, in pieno spirito collaborativo, in un clima energico e con una viva partecipazione. Un Festival concepito in sinergia col territorio che ha visto la presenza attiva anche delle associazioni locali che già operano in termini di sharing, come Basso Profilo, Città della Cultura/Cultura della città, Legacoop Estense, Teatro Ferrara Off e la stessa Università degli Studi di Ferrara. Come sottolineato da Davide Pellegrini, direttore artistico dell’evento, e onnipresente agli incontri, il Festival ha rappresentato “un racconto sul mondo che sta arrivando […]. Il mondo cambia in fretta, vogliamo dare gli strumenti per far prendere consapevolezza su questa nuova realtà, capire cosa sta cambiando e come adeguarsi».

Mind Map

 

Nella tre giorni anche un incontro per discutere degli aspetti normativi e delle policies dell’economia collaborativa, con la deputata Veronica Tentori, alla quale la platea ha riportato idee e suggerimenti per perfezionare la proposta di legge sulla sharing economy che sarà accessibile online a chiunque volesse contribuire fino al 31 maggio.

Tra i temi toccati durante il Festival anche quello delle nuove professioni e della produttività condivisa, con uno sguardo attento agli spazi della collaborazione: co-working, co-manufactoring, fablab, incubatori, acceleratori… Possono questi luoghi favorire lo sviluppo locale e la rigenerazione urbana del territorio? Questa la domanda chiave che ha guidato il workshop “Gli spazi della collaborazione”, i cui contributi hanno messo in evidenza il potenziale di sviluppo e crescita del capitale territoriale favorito dalla presenza di tali spazi, nella logica sistemica dello stakeholder engagement e della social share responsability. Diverse le esperienze incontrate, come lo spazio di coworking e coliving nel cuore di Matera, Casa Netural, un “incubatore di sogni” in cui far crescere il proprio progetto imprenditoriale grazie all’incontro tra locali e innovatori provenienti da tutto il mondo e alla condivisione di competenze e conoscenze; o l’incredibile esperienza siciliana di Farm Cultural Park a Favara (Agrigento), “a place that makes you happy”, il primo parco culturale e turistico della Sicilia in cui cultura e beni culturali divengono occasione per relazionarsi, in un progetto che ha fortemente rivitalizzato il territorio; o ancora, Avanzi-Sostenibilità per Azioni nella città meneghina, un incubatore d’innovazione sociale e culturale che ospita un coworking e uno spazio per eventi e che ha saputo fare dell’apertura verso il territorio il proprio punto di forza, facendo leva su collaborazione e condivisione di spazi, esperienze e competenze; infine il Consorzio Wunderkammer e l’associazione Basso Profilo che nella stessa città di Ferrara hanno ridato vita agli ex-magazzini fluviali sulla darsena del Po di Volano con l’obiettivo di trasformare l’energia del mondo giovanile e universitario in una risorsa creativa per la città, incoraggiando le pratiche di cittadinanza attiva, l’uso dello spazio pubblico, la fruizione/produzione di cultura e la valorizzazione del paesaggio locale.

Come emerso dal workshop, si tratta di luoghi che rompono i tradizionali schemi di organizzazione del lavoro, cambiano la fisionomia delle professioni e favoriscono la creazione di sinergie, promuovendo le innovazioni e proponendo nuovi modelli sociali e nuovi movimenti di idee. Luoghi che fungono da abilitatori e da amplificatori di efficacia per le diverse realtà del territorio e sono al contempo catalizzatori di relazioni e facilitatori economico-professionali. Ciò che li rende unici sono proprio le persone e i network di cui fanno parte, che alimentano preziose sinergie tra individui, spazi e comunità, capaci di cambiare il volto stesso dei territori in cui si sviluppano e di liberare le potenzialità creative delle comunità. Il tema della sostenibilità è stato un argomento chiave e ha messo in luce la necessità di integrarsi col tessuto socio-tecnico locale, l’importanza di inserirsi in un più ampio network d’innovazione sia nazionale che internazionale, e il valore di connettersi con i player locali e le pubbliche amministrazioni. “Fare sistema” diviene fondamentale per agire sull’ecosistema locale e per contaminare esperienze pioneristiche con altre iniziative di stampo collaborativo, trasformandole in modelli replicabili.

Sfatata la retorica delle giovani generazioni vittime delle mutate condizioni del mercato del lavoro… Questi luoghi testimoniano un’ingegnosità collettiva capace di formulare soluzioni resilienti e alternative, nonché collaborative e innovative per far fronte alla crisi economica globale, ricostruire il senso di comunità e ampliare opportunità e occasioni di sviluppo e crescita economica.

Io #condividopienamente, e tu?

Monica Bernardi
Università degli studi di Milano-Bicocca

30/05/2016


Biografia dell’autrice

monica_bernardiMonica Bernardi. Ph.D in Quality of Life in the Information Society con un lavoro di ricerca sulle sharing cities e le pratiche di economia della condivisione, attualmente assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università Milano-Bicocca. Collabora dal 2012 con il centro Qua_si Universiscuola con attività di ricerca nell’ambito della sociologia urbana e un focus particolare sui processi di governance delle città Smart e sui temi dell’innovazione.

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Sharing Economy


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