di Luigi Tomba
China Studies Centre

A trent’anni dalla repressione del movimento democratico cinese del 1989 in piazza Tiananmen, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli propone una testimonianza tratta dai documenti raccolti nel Fondo sui movimenti democratici in Cina conservati presso i propri archivi.

Si tratta di un volantino prodotto dalla Federazione autonoma degli operai di Beijing (Beijing gongren zizhi lianhehui) che incita alla mobilitazione operaia a supporto della lotta degli studenti.


La fondazione della Federazione autonoma degli operai di Beijing è certamente uno dei fattori più innovativi introdotti dalla protesta del 1989. La federazione nasce ufficialmente e concretamente alla fine del mese di maggio, direttamente sulla piazza Tian’an Men, ma, secondo le dichiarazioni rilasciate da alcuni leader, la discussione sulle manifestazioni studentesche e sul ruolo degli operai in queste era iniziata già con la morte di Hu Yaobang, all’interno delle fabbriche. La partecipazione alla federazione non era comunque mai stata collettiva, ma eterogeneamente composta di persone singole e di altri che rappresentavano invece la loro unità di lavoro.

Sebbene la fondazione della federazione si possa datare attorno al 25 maggio, con la pubblicazione della bozza preparatoria (choujian gangyao) da parte di un “comitato preparatorio” (chouwei hui), già dal 20 maggio erano in circolazione documenti firmati con la sigla della federazione.

Il luogo dove questa eterogenea organizzazione di operai svolgeva la propria attività era la piazza Tian’an Men, in particolare attorno a un tendone e agli altoparlanti allestiti (indipendentemente da quelli della federazione studentesca) sul lato nord-est della piazza, di fronte al museo di storia.

Attorno a questo tendone si svolgevano dibattiti spesso accesi sul ruolo della federazione e, in generale, della classe operaia e sull’atteggiamento da tenere nei confronti del regime e del movimento in corso.

A esso si deve attribuire il ruolo principale nel tentativo estremo di difendere la piazza all’ingresso dell’esercito, nella notte del 3 giugno. La consapevolezza della necessità di difendere la piazza è resa chiara anche dalla creazione di due organizzazioni parallele, le “squadre operaie votate alla morte” (gongren gansi dui), e il “servizio d’ordine operaio” (gongren jiaocha dui).


Tratto da: “Se io fossi il governo”. Documenti del movimento democratico cinese 1989, a cura di Luigi Tomba, Milano, F. Angeli, 1993 (Fondazione Feltrinelli. Quaderni, 43).

 

 

Gongren xiongdi dongyuan qilai [Fratelli operai mobilitatevi], 27-5-1989
Beijing gongren zizhi lianhehui [Federazione autonoma degli operai di Beijing]
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Qui sotto una selezione di foto tratte dalla pubblicazione conservata presso la Biblioteca di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli “Beizhuang de Mingun” [L’eroico e tragico movimento popolare] edita a Hong Kong il 2 settembre 1989.

 

 

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