Il 1989 delineava una promessa di trasformazione. Il crollo del comunismo avrebbe aperto, per l’Europa centro-orientale, la strada verso la democrazia, la libertà e l’integrazione con l’Occidente, ma la storia ha seguito strade diverse.
Democrazie svuotate ricostruisce le traiettorie di Polonia, Ungheria, Ucraina e Russia, mostrando come, dal 1989 e con il crollo dell’URSS, si siano progressivamente affermate dinamiche che mettono alla prova l’evoluzione democratica di questi paesi.
Il volume indaga le radici di queste trasformazioni, riconducibili alla delusione post-comunista, al nazionalismo, all’erosione delle istituzioni democratiche e al ruolo crescente del populismo. Dalla Polonia, sospesa tra stato di diritto e deriva illiberale, all’Ungheria del populismo autoritario, fino alla Russia di Putin e all’Ucraina che continua a difendere il proprio percorso democratico, emerge un quadro complesso e tutt’altro che concluso.
Uno sguardo indispensabile per comprendere non solo l’Europa centro-orientale, ma le dinamiche globali del nostro tempo, dove si ridefiniscono i rapporti tra potere, identità e democrazia.
I curatori
Daniele Stasi è professore ordinario di storia del pensiero politico presso l’Università di Foggia dove è stato coordinatore del corso di laurea in Comunicazione, relazioni pubbliche e tecnologie digitali. Ha svolto numerosi periodi di ricerca e didattica all’estero, in particolare presso l’istituto Max Planck di Francoforte sul Meno, le Università Maria Curie Skłodowska di Lublino, di Rzeszów, di Aberdeen, di Varsavia, di Harvard e la London School of Economics and political sciences.
Cristina Carpinelli è membro del Comitato Scientifico del CeSPI (Centro Studi Problemi Internazionali) in qualità di esperta dei paesi dell’Europa orientale. È socio dell’Associazione Italiana per gli Studi Storici sull’Europa Centrale e Orientale (AISSECO). È consigliere culturale della Casa della Cultura di Milano e collaboratrice della Fondazione Feltrinelli.
