Taranto: le vie del cambiamento possibile


Articolo tratto dal N. 83 di Lavorare o respirare? Immagine copertina della newsletter

Quali sono le direttrici di riconversione economica di Taranto? Erede delle ferite alla salute dei cittadini e del territorio inferte dall’ex ILVA, la città cerca la sua via al cambiamento.
La transizione ecologica, pur necessaria, procede tra incertezze e conflitti, mentre il senso di comunità̀ continua a infragilirsi. 

Pubblichiamo un estratto dal libro “Paradigma Taranto” di Lidia Greco (Fondazione Feltrinelli, 2026, pp 81-83). 

cover libro

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La convergenza nell’area di Taranto di interventi di varia natura e provenienti da diversi livelli istituzionali, accompagnata dalla disponibilità di risorse finanziarie ingenti, nonché la manifestazione di un’attenzione istituzionale, anche sovranazionale, rappresentano uno scenario indubbiamente inedito per Taranto. È in questo quadro in divenire, contraddistinto da un procedere altalenante, sicuramente carente dal punto di vista della programmazione operativa e incerto nella visione sistemico-integrata, che si rintracciano le principali direttrici di sviluppo futuro dell’area.

La valorizzazione della cultura e della natura e lo sviluppo turistico rappresentano un primo ambito di riconversione economica. Lo sforzo è duplice: da un lato si vuole favorire il riposizionamento competitivo di Taranto nello scenario internazionale attirando nuovi e significativi flussi turistici; dall’altro, si ambisce a gettare le basi per l’espansione di una vera e propria industria culturale, a partire dalla produzione stessa di cultura.

Le istituzioni locali, ossia Regione Puglia e Comune di Taranto, hanno identificato preliminarmente le risorse naturali e cultura lì in grado di catalizzare questa evoluzione; tra queste rientrano il Museo Archeologico MArTA, il Museo di storia naturale Bios Taras, il Museo Diocesano di Taranto, ma anche il Centro storico della città, l’arco ionico con le sue spiagge, le isole prospicenti la città, il Mar Piccolo bonificato.  

Due dei tre interventi prioritari del CIS, strettamente legati alle politiche di promozione e rilancio della città, si indirizzano alla cultura con il recupero della “città madre”, Taranto Vecchia, e la valorizzazione culturale e turistica dell’Arsenale Militare.

In seno agli interventi finanziati dal JTF era emersa la proposta, successivamente stralciata, della creazione di un Centro Mediterraneo per la ricerca e l’innovazione in ambito culturale e creativo. Tra gli strumenti ritenuti utili per promuovere un nuovo sviluppo della città vi sono gli eventi culturali e sportivi: tra di essi hanno assunto rilevanza il Medimex, SailGP e una serie di iniziative simili, quali i tour di avvistamento dei delfini in mare aperto. 

Si è puntato inoltre sul grande evento internazionale in due occasioni: una prima volta con la candidatura di Taranto a Capitale Europea della Cultura 2019, con esito negativo, e poi con esito positivo come sede dei Giochi del Mediterraneo 2026. Finanziati con circa 300 milioni di euro, i Giochi prevedono la realizzazione di una serie di infrastrutture dislocate sul territo rio provinciale, sebbene concentrate principalmente nel capo luogo.

Nel 2020 del Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo si muove a sostegno di questa direttrice. In ultimo, a partire dal 2021, Taranto è entrata nel circuito del turismo crocieristico che ha portato nel 2023 quasi 140 mila turisti, il 72,5% in più rispetto al 2021.

La relazione tra grandi eventi e turismo ha una duplice natura: in primo luogo, essi rap presentano un potente attrattore di turismo per via della loro stessa realizzazione, che prevede presenze e attività di supporto; in secondo luogo, il grande evento dovrebbe riuscire a incrementare il capitale territoriale (sia di tipo fisico sia relazionale e reticolare), sfruttabile potenzialmente per incrementare l’attrattività e l’offerta turistica del territorio.

Il capitale territoriale rappresenta cioè una risorsa “in potenza” se visto come un’eredità attiva e dinamica, in un quadro strategico più complesso, che intende appropriarsene per prolungarne gli effetti positivi nel tempo. In questa seconda accezione, il grande evento si accompagna con politiche di tipo turistico dotate di un orizzonte temporale di medio o lungo periodo. 

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