Da quando nel 2025 il Texas ha varato una legge che accorda ai distretti scolastici l’autorità di rimuovere dalle biblioteche delle scuole pubbliche libri segnalati dai genitori come “volgari” e “osceni”, la sedicenne Aria Knepler-Pearl si adopera per organizzare la resistenza.
La legge garantisce ai genitori il controllo sui libri che i figli possono leggere nelle scuole pubbliche, permettendo loro di inviare alla scuola un elenco di libri permessi e vietati, e la facoltà di richiedere la rimozione dalle biblioteche di libri che, per citare il linguaggio della legge, non riflettono «i valori della comunità locale». Si tratta soprattutto di libri che toccano temi quali identità di genere, sessualità, razzismo e diritti civili.
Oltre al Texas, leggi che impongono restrizioni sulla libertà di lettura sono in vigore in una dozzina di stati, tutti di orientamento politico tradizionalmente conservatore. La censura si applica solo a istituzioni e luoghi pubblici e non incide sulla libertà di leggere e acquistare libri vietati di privati cittadini e scuole, librerie e biblioteche private. Poiché negli Stati Uniti il potere legislativo in materia scolastica compete ai singoli stati, non esistono leggi federali che regolano la libertà di lettura.
Il governo federale si esprime comunque in proposito: negli ultimi anni, l’amministrazione Biden aveva condannato i divieti ai libri (book ban) come potenziali violazioni dei diritti civili e creato una figura del Dipartimento dell’Educazione incaricata di monitorare le leggi statali e i reclami in materia.
L’amministrazione Trump, invece, ha rimosso questa figura e respinto la posizione del governo Biden sui divieti ai libri come una “bufala”.
La cassetta dei libri proibiti
Con la consulenza di insegnanti, librai e bibliotecari, Aria ha lanciato Banned Book Boxes, un progetto per installare cassette di legno a mo’ di piccole biblioteche di libri vietati nelle vicinanze delle scuole superiori pubbliche del Texas, a partire dall’area metropolitana di Dallas in cui vive.
«Fa male vedere libri strappati dalle mani di bambini e ragazzi, specialmente quando le decisioni vengono prese da uno sparuto gruppo di adulti», racconta Aria in un’intervista telefonica.
Poiché Aria frequenta un liceo privato, è personalmente immune ai divieti imposti nelle scuole pubbliche, ma si impegna per promuovere la libertà di lettura dei coetanei perché, come argomenta con passione, «i libri ti permettono di affermare il tuo senso di identità, di non essere lasciata sola nella tua esperienza».

“Vietare i libri è una follia!”: calamite in vendita al Boulder Bookstore in Colorado
Quest’estate, Aria sta costruendo e decorando la prima cassetta di libri vietati. Spera di poterla installare presto in un punto strategico vicino a una scuola pubblica di Dallas, per esempio nel giardino di un’abitazione privata, a cui gli studenti possono accedere con facilità e dove lo stato del Texas non ha l’autorità di intimare la rimozione dei libri.
Aria non può prevedere il successo della sua iniziativa, ma basta poco per avere un impatto concreto sulla libertà di lettura degli adolescenti texani: «Se anche solo alcuni di loro prendono un libro», osserva Aria, «significa che possono avere accesso a una storia che altrimenti non avrebbero conosciuto».
Il progetto di Aria è un esempio delle tante forme creative di resistenza dal basso sorte in risposta alla crescente censura nelle scuole e biblioteche pubbliche degli Stati Uniti. Negli ultimi cinque anni, divieti e contestazioni di libri sono aumentati drasticamente con l’inasprimento della polarizzazione politica e culturale.
Dal 2021, l’associazione letteraria PEN America ha documentato 22.800 casi di rimozione di più di 7mila singoli titoli dagli scaffali delle scuole pubbliche di 45 stati. Più della metà delle rimozioni è avvenuta in Florida (8.837) e Texas (3.745). Lo stesso titolo può essere oggetto di numerosi casi di rimozione: il titolo vietato più di frequente nell’anno scolastico 2024-25 è stato Arancia meccanica di Anthony Burgess, in 23 distretti.
Nelle biblioteche pubbliche, i tentativi di censura sono più rari ma costanti: secondo i dati dell’American Library Association, 92 singoli titoli sono stati vietati in 36 stati nel 2025. Il libro rimosso più di frequente è stato il memoir a fumetti Gender queer di Maia Kobabe.

“Gender queer”, autobiografia di Maia Kobabe, testimonia il percorso di identificazione dell’autrice come persona non binaria e asessuale
L’American Library Association riferisce che il 39% dei titoli di cui è stato chiesto il divieto nel 2025 «rappresentano le esperienze vissute di persone LGBTQIA+ e persone di colore». Le richieste di rimozione provengono soprattutto da lobby politiche e gruppi di genitori di orientamento conservatore.
Tecniche di resistenza per la libertà di lettura
Anche Adam Tritt, un insegnante della Florida, si è mobilitato con fantasia e creatività per rispondere ai book ban. Costretto a sospendere l’insegnamento di alcuni libri, Tritt ha creato l’associazione Foundation 451 per portare biblioteche mobili di libri vietati in giro per la Florida con metodi di guerrilla theatre, improvvisando scenette satiriche per protestare le restrizioni alla libertà di leggere. Nel 2023, Tritt ha organizzato una “nicchia dei libri vietati” (che in inglese fa rima: banned book nook) in una gelateria della catena Ben & Jerry’s, dove ha distribuito copie gratuite di 65 libri rimossi dagli scaffali delle scuole pubbliche della Florida.
Basta una veloce ricerca su Instagram, poi, per scoprire quante persone hanno formato gruppi di lettura dedicati ai libri vietati da una costa all’altra degli Stati Uniti. Alcuni banned books club sono organizzati dalle biblioteche pubbliche di località dove la libertà di lettura è ancora intatta e inviolata dalla pressione di genitori e lobby politiche.
Infine, numerose librerie indipendenti in tutto il Paese hanno allestito scaffali o sezioni dedicate ai libri vietati. In quanto negozi di proprietà privata, le librerie sono esenti dalla censura imposta dalle leggi statali. A Pawleys Island, in South Carolina, la piccola libreria dell’usato My Sister’s Books ha quattro ripiani ricoperti di libri vietati. A Bastrop, in Texas, la più grande Painted Porch ha ampliato il suo spazio con un locale intero per distribuire libri vietati che donatori spediscono da tutti gli Stati Uniti.

Lo scaffale di libri vietati della libreria My Sister’s Books a Pawleys Island, in South Carolina
Molte librerie, biblioteche e associazioni culturali espongono in evidenza una selezione di libri vietati ogni anno in occasione della Banned Books Week, organizzata dall’American Library Association. Al Boulder Bookstore di Boulder, in Colorado, Barrie Kenyon sta già preparando l’esposizione di quest’anno, che si terrà dal 4 al 10 ottobre.

Barrie Kenyon, dipendente della libreria Boulder Bookstore a Boulder, in Colorado, con in mano una copia del saggio illustrato Trans History, frequente bersaglio di tentativi di censura
«Di solito scegliamo 10-15 titoli e decoriamo lo scaffale con un nastro segnaletico per attirare l’attenzione della gente», racconta Kenyon. «I libri che vanno meglio sono quelli che sorprendono le persone, tipo Hop on Pop del Dr. Seuss, che è stato contestato perché promuoverebbe violenza sui padri», spiega Kenyon, alzando gli occhi al cielo. «La gente si chiede: “Perché mai questo libro illustrato dovrebbe essere censurato?”».

“Hop on Pop” il beginner book con cui Dr. Seuss insegna a leggere. Nel 2013 la Toronto Public Library respinse la richiesta di bandirlo, con un argomento tratto dal libro stesso: i bambini vi sono esortati proprio a non saltare addosso a papà
A Dallas, Aria pone la stessa domanda riguardo a numerosi titoli vietati in Texas e nel resto del Paese. Tra questi c’è Speak, un romanzo di Laurie Halse Anderson che narra la storia di una giovane vittima di stupro. Secondo PEN America, Speak è stato vietato in 67 distretti scolastici in una dozzina di stati tra il 2021 e il 2025.

“Speak” di Laurie Halse Anderson ha superato i 3,5 milioni di copie in trentacinque lingue, diventando un classico moderno sulla violenza sessuale raccontata dall’interno
A quante giovani ragazze viene negata l’opportunità unica e irripetibile di vedere la propria esperienza riflessa nelle pagine di Speak, e quindi di sentirsi meno sole, e di conseguenza magari di trovare il coraggio per affrontare con meno vergogna il trauma della violenza sessuale?
«Non si può mai sapere», sospira Aria, «quale libro potrebbe cambiare la vita di una persona».
