21-07-2020 18:30

Stagione alternativa 2019/2020


Il ciclo di incontri


Il ciclo L’orgoglio di essere fragili intende esplorare i sentimenti, le pulsioni e gli stati emotivi e mentali che fanno parte dell’esperienza umana e che più di altri ci hanno accompagnato in questi mesi anomali e difficili. Obbedienza, solitudine, rabbia sono state e sono condizioni individuali e collettive con le quali abbiamo dovuto imparare a fare i conti. Abbiamo scelto queste tre parole per confrontarci con i vissuti, le speranze, le delusioni e i condizionamenti che hanno segnato questi mesi. Ciascuna di queste parole contiene una dicotomia che permette un’analisi feconda, un viaggio nell’animo umano alla ricerca delle somiglianze e delle differenze del nostro vivere. L’obbedienza come senso di responsabilità e rispetto delle regole condivise, che tuttavia può diventare accettazione acritica del precetto, acquiescenza alla sottomissione; la solitudine come senso di isolamento ma anche come occasione di scoperta di sé; infine la rabbia che ci consuma ma che può essere anche motore di riscatto, spinta all’azione e alla reazione individuale e collettiva. Psicoanalisti, filosofi e scrittori, con l’intervento di voci che operano nel mondo dei servizi e di figure religiose, ci accompagneranno nella scoperta delle grandi ambivalenze che caratterizzano il nostro paesaggio emotivo e ci rendono umani. A dialogare con loro saranno figure giovani, in particolare dal mondo del volontariato e dell’attivismo, per indagare lo sguardo generazionale su questa crisi.


 


Secondo appuntamento: Solitudine – 21 luglio -18.30


Riguarda il video dell’iniziativa

 


Il lockdown e la quarantena di questi mesi hanno stoppato molte attività lavorative e interrotto le nostre vite relazionali. La reclusione in casa ha significato in molti casi solitudine, perdita di legami sociali, isolamento anche rispetto a sistemi di assistenza e supporto. Per altro verso, per chi si è trovato costretto a casa in buona salute è stata l’occasione per un periodo di fermo, un momento di riflessione sul sé alla scoperta dei propri tempi e delle proprie esigenze. Nell’assenza forzosa le relazioni hanno mostrato la loro carica emotiva, alle volte connotata positivamente, altre volte meno. Quale rapporto dunque tra isolamento e socialità? Quale tra interiorità ed esterno?

  • Eugenio Borgna,  psichiatra, saggista e accademico italiano. Come primario di servizi psichiatrici ospedalieri, fin dai primi anni ’60 ha adottato metodi di cura che, esorbitando dalla comune prassi clinica, si sono incentrati sul dialogo reciproco e l’ascolto empatico del paziente psichiatrico, non soggetto ad alcuna forma di coercizione, contenzione o imposizione, sperimentando così, per la prima volta in Italia, una nuova maniera di accostarsi alla malattia psichiatrica, più umana, rispettosa e comprensiva del dolore del paziente

 

  • Simona Vinci, Il suo primo romanzo, Dei bambini non si sa niente(Einaudi Stile libero, 2009 e 2018) ha riscosso un grande successo. Caso letterario dell’anno, è stato tradotto in numerosi altri paesi, tra i quali gli Stati Uniti. Sempre per Einaudi sono usciti la raccolta di racconti In tutti i sensi come l’amore («Stile libero», 1999) e i romanzi Come prima delle madri («Supercoralli», 2003 ed «Einaudi Tascabili», 2004 e 2019), Brother and Sister («Stile libero», 2004), Stanza 411 (Einaudi Stile libero, 2006 e 2018), Strada Provinciale Tre («Stile libero Big», 2007), La prima verità, («Stile libero Big», 2016) Parla, mia paura («Stile libero Big», 2017), In tutti i sensi come l’amore («Stile libero Big», 2018) e Rovina («Einaudi Tascabili», 2019). Per i lettori più giovani ha pubblicato Corri, Matilda (E.Elle, 1998) e Matildacity (Adnkronos Libri, 1998). Ha scritto il racconto La più piccola cosa pubblicato nell’antologia Le ragazze che dovresti conoscere («Stile libero Big», 2004). Inoltre nel 2010 ha collaborato alla raccolta Sei fuori posto (Einaudi, Stile libero Big).
  • Sebastiano Russi, Volontario del Centro di Ascolto S. Antonio

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