24-09-2020 18:30
Luogo: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - viale Pasubio 5 Milano

Come tutelare la salute e il benessere di chi lavora da casa favorire la giusta conciliazione tra tempi di vita e di lavoro? Si è svolto giovedì 24 settembre Tempi di vita / tempi di lavoro, l’ultimo appuntamento di #ForzaLavoro con Richard Sennett (in video collegamento da Londra), Chiara Saraceno, Federico Parolotto, Giada Ferraglioni.

Riguarda il video dell’iniziativa:


Stagione Alternativa 2019/2020

Osservatorio di ricerca: Osservatorio sul futuro del lavoro

Ciclo di incontri: Forza lavoro!


L’iniziativa è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti, nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla sicurezza sanitaria.

Il ciclo di incontri: Forza lavoro!


Molti lavoratori rimangono soggetti a standard salariali, occupazionali e di protezione inadeguati e spesso fermi al passato. In molti paesi europei, il lavoro è condizione necessaria ma non sufficiente di benessere e inclusione sociale, rivelandosi di per sé incapace di garantire un reddito dignitoso, di tutelare la persona e di proteggerla dai nuovi rischi. Cosa fare se il lavoro si perde oppure, al contrario, esce dagli orari stabiliti e invade ogni parte della vita ponendo un problema di conciliazione con gli obblighi famigliari? È ancora possibile garantire i diritti e le tutele dei lavoratori in un contesto in cui aumentano le figure del lavoro atipico e in cui la stessa parabola occupazionale del singolo lavoratore è spesso fluida?

 

 

24 settembre
Tempi di vita/ tempi di lavoro
18.30

Negli ultimi anni, l’Italia ha mostrato un certo ritardo rispetto agli altri paesi sul fronte della parità di genere e la conciliazione vita-lavoro. Il nostro paese registra un gap di quasi venti punti nei livelli di occupazione tra uomini e donne; la popolazione femminile è sovra-rappresentata tra i contratti atipici e meno protetti, in parte a causa di un’iniqua distribuzione dei carichi di lavoro domestico. Secondo l’OCSE, le italiane effettuano in media quasi tre ore in più di lavoro non retribuito ogni giorno rispetto agli uomini. Le disparità dei carichi di lavoro tende a tradursi in svantaggi sulla quantità e la qualità delle ore lavorate: quasi un terzo delle donne lavorano part-time in Italia, contro solo il 7,8% degli uomini. La pandemia non ha fatto che aggravare il gap di genere e le problematiche relative alla conciliazione vita-lavoro. Di fronte a un calo del 28% del totale delle ore lavorate nei primi tre mesi dalla crisi, le donne hanno sofferto le perdite più rilevanti, soprattutto a causa di un legame più debole con il mercato del lavoro e della loro concentrazione nei settori rimasti chiusi durante il lockdown; in primis, il comparto dei servizi a scarso valore aggiunto. La chiusura di scuole e asili nido ha aumentato i carichi di lavoro domestico, ponendo nuove difficoltà nella divisione tra lavoro retribuito e lavoro di cura per chi è in smart-working. Secondo un recente studio, due terzi delle donne lavoratrici hanno dichiarato che i ritmi di lavoro – pagato e non pagato – sono stati più intensi durante la pandemia. In molti casi, gli smartworkers tendono a lavorare di più rispetto agli standard tradizionali, sia nel numero di ore che nell’intensità, con il rischio di sfociare in situazioni di overworking (sovraccarico di lavoro) e, talvolta, in un vero e proprio burnout. Come tutelare la salute e il benessere di chi lavora da casa? Quali politiche per promuovere l’occupazione di qualità per le donne e contrastare il gap di genere? Come ripensare l’organizzazione della nostra vita in modo da favorire la giusta conciliazione tra tempi di vita e di lavoro? Come stanno cambiando i tempi della città e le pratiche di mobilità urbana?

 

Con
Richard Sennett, Center on Capitalism and Society, Columbia University


È Centennial Professor of Sociology alla London School of Economics e Senior Advisor alle Nazioni Unite nel programma sul Cambiamento Climatico e le Città. È Senior Fellow al Center on Capitalism and Society della Columbia University e Visiting Professor in Studi Urbani al MIT. Ha fondato il New York Institute for the Humanities, insegnato alla New York University e servito come Presidente dell’American Council on Work. Si occupa di vita sociale nelle città, cambiamenti del lavoro e teoria sociale.

 


Chiara Saraceno, sociologa, Alleanza per l’Infanzia


Rinomata sociologa, ha ricoperto numerosi incarichi accademici, anche internazionali, e istituzionali. Attualmente ha una posizione onoraria al Collegio Carlo Alberto di Torino. Ha partecipato a due commissioni governative per lo studio della povertà, e nel 2005 è stata nominata Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Ha pubblicato i libri ”ll lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi” (2014) e “Il welfare. Modelli e dilemmi della cittadinanza sociale” (2013).

Federico Parolotto, esperto di mobilità e trasporti, MIC – Mobility in Chain

Modera
Giada Ferraglioni, Open

 

Rassegna video “Chi è veloce si fa male” a cura di Fabrizio Bellomo
Al termine del dibattito sono stati proiettati contributi video di Sergio Giusti ed Enrico Gabrielli
Siamo a Firenze, il tempo e le dinamiche del lavoro di fabbrica, nel progetto di Sergio Giusti ed Enrico Gabrielli ed Enece Film, vanno a scandire finanche i ritmi di un’orchestra, qui squadre di musicisti operai sono utilizzati per la sonorizzazione di alcuni video d’artista.

UDS – Unità di Sonorizzazione (parte 1)” (Firenze)
di Sergio Giusti, Enrico Gabrielli ed Enecefilm
15’14’’


In collaboazione con The Adecco Group

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