Soprannominato da alcuni “l’Elon Musk francese”, Pierre-Édouard Stérin è emerso negli ultimi anni, all’interno dell’establishment imprenditoriale in Francia, come una figura di riferimento per la destra e l’estrema destra.
Prima di lui, Vincent Bolloré aveva già cominciato a esporsi — e continua ancora oggi a farlo — in una sistematica attività di investimento in progetti di diverso tipo e in vari settori, dall’editoria al giornalismo, per sostenere l’estrema destra francese. Per esempio, ha contribuito, tramite il gruppo Vivendi/Canal+, di cui è il principale azionista, alla creazione di CNews (spesso descritta come la Fox News francese).
Bolloré ha anche recentemente rilevato la casa editrice Grasset, portando al licenziamento del suo direttore storico, Olivier Nora, e provocando una protesta di massa (con 130 scrittori che, nell’aprile 2026, hanno sottoscritto un appello in cui annunciavano di voler lasciare l’editore).
Tuttavia, rispetto a Bolloré — forse anche per motivi generazionali (Bolloré ha 74 anni, mentre Sterin 52) — il profilo di Stérin appare fin da subito più radicale, come il simbolo di uno strano ma tristemente attuale connubio tra successo imprenditoriale, anelito libertario e una religiosità che, nel suo caso, è fatta di un cattolicesimo che non è solo identitario (come lo è quello di Bolloré), ma anche ideologico e militante.
Ed è questa la chiave per comprendere la sua figura.
Un cattolico per l’estrema destra francese
Stérin incarna una versione francofona delle tante e ben note storie di successo della Silicon Valley americana e propone uno storytelling da imprenditore tech (e non solo): partito con un prestito di 5000 euro dei suoi genitori e attraverso numerose start-up e attività di vario tipo, è riuscito a generare milioni di euro, arrivando poi al miliardo.
Come dimostra un’inchiesta recente del giornale online indipendente Mediapart, la sua fortuna è stimata a circa 1 miliardo e 400 milioni di euro e include diverse attività che spaziano in vari settori dalla finanza al turismo e l’immobiliare.
Stérin si definisce soprattutto come un imprenditore che ha dovuto lavorare molto, attraversando numerosi progetti di investimento falliti, prima di arrivare alla creazione della società Smartbox (società che si occupa di cofanetti regalo e pacchetti turismo) che è stata il suo trampolino di lancio.
Alla fine degli anni 2010 diventa uno dei grandi businessmen francesi e, dal 2017, pur spostando la sua residenza fiscale in Belgio, comincia a occuparsi indirettamente di politica, finanziando progetti volti a diffondere le sue idee nella classe politica francese e a preparare l’elezione di un presidente di ultradestra che possa portare avanti posizioni reazionarie.
Stérin non ne fa mistero e si presenta come una persona profondamente cattolica che ha persino affermato in un’intervista di sentire una vocazione alla santità; una spinta quasi messianica, la sua, che si configura come una vera e propria missione e che include, tra le altre cose, una ricristianizzazione della società francese e l’affermazione di una nuova moralità pubblica, intrisa di valori tradizionali e improntata a concezioni escludenti di bene comune e di famiglia.
La promozione del cristianesimo, la contrarietà all’aborto e all’immigrazione — soprattutto a quella proveniente da paesi musulmani — lo collocano chiaramente nell’area dell’estrema destra più radicale, rappresentata in parte da Marine Le Pen e Jordan Bardella e, in modo ancora più netto, da Éric Zemmour e Sarah Knafo con il loro partito Riconquista (Reconquête).
Pur essendo un personaggio piuttosto schivo, Sterin ha un’idea estremamente negativa della classe dirigente francese e, anche per questo motivo, ha fondato un think tank finalizzato alla formazione di una nuova generazione e classe politica, chiamato Périclès (patriotes, enracinés, résistants, identitaires, chrétiens, libéraux, européens, souverainistes), in cui ha investito circa 500 milioni in dieci anni.
Uno degli obiettivi di questo think tank è finanziare media di destra e di estrema destra e controllare la narrazione dei media tradizionali su alcuni temi chiave come l’immigrazione e la famiglia, condizionando in qualche modo l’opinione pubblica francese, soprattutto in questo periodo in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.
Le sfere di influenza del cattolicesimo radicale
Il think thank ha recentemente attraversato alcune difficoltà finanziarie ma è riuscito a finanziare l’OID, cioè l’Observatoire de l’immigration et de la démographie, un istituto che si presenta come neutrale e che fa ricerca sui temi dell’immigrazione e della demografia (si tratto dello stesso istituto che, nel 17 gennaio 2025, ha diffuso dati sul diritto d’asilo, sottolineando come esso sia ormai fuori controllo perché il numero di persone potenzialmente eleggibili potrebbe arrivare a 570 milioni, cioè individui che soddisfano almeno uno dei criteri necessari per ottenere asilo in Francia).
Lo stesso Périclès ha anche lanciato una scuola di formazione per le élite locali con l’idea di aiutare soprattutto la destra del Rassemblement national o le componenti più a destra dei Républicains a far eleggere più amministratori a livello locale.
In ultima analisi, il progetto di Sterin è riunire le destre francesi (gli ex gollisti dei Républicains, il partito di Le Pen/Bardella e quello di Zemmour), strategia che finora non ha mai funzionato a causa delle caratteristiche fascistoidi della destra estrema francese, storicamente considerata antirepubblicana dai gollisti del partito Républicains che rimangono però divisi: c’è chi se n’è già andato, come Eric Ciotti, fondando un piccolo partito alleato con Le Pen, e chi è rimasto all’interno, come Bruno Retailleau, cavalcando temi sempre più vicini a quelli della destra estrema ma con una veste più moderata.
Stérin ha anche mostrato, a più riprese, un chiaro disprezzo per tutto ciò che è autorità pubblica e per lo Stato francese. Recentemente, è stato convocato tre volte da una commissione d’inchiesta dell’Assemblée nationale che voleva sentirlo sui finanziamenti dei gruppi politici, ma in tutti e tre i casi alla fine non si è mai presentato.
Un Peter Thiel “alla francese”
Per queste sue attività, la figura di Sterin ricorda un po’ quella di Elon Musk ma forse, ancora di più, quella di Peter Thiel; in effetti, i comportamenti dell’imprenditore francese sembrano riproporre, in modo originale, il connubio, incarnato da personaggi come Musk e Thiel, tra attività imprenditoriali di successo, che includono anche prodotti tecnologici (anche se nel suo caso il tech non è il cuore del business), e il tentativo di difendere ed espandere, in modo più o meno esplicito, idee reazionarie, nel caso di Thiel accompagnate da un cristianesimo ultraconservatore e antiliberale.
Non bisogna, però, dimenticare i diversi profili e contesti in cui questo connubio si esprime. Innanzitutto, a differenza di Peter Thiel, Stérin non si presenta come un ideologo o un intellettuale (in questo rimanendo un seguace della lezione di Bolloré), forse anche perché sa che, in un paese come la Francia, una strategia come questa porrebbe grandi difficoltà di immagine e rischierebbe di non essere compresa.
Inoltre, Stérin non ha mai esplicitamente dichiarato di auspicare il superamento della democrazia liberale.
Ed è forse questo l’altro grande elemento di differenza tra la sua strategia e quella di figure come Musk e soprattutto Thiel, il quale ha più volte esplicitamente dichiarato che il superamento della democrazia liberale stia non solo già avvenendo nei fatti (già nel 2009 Thiel diceva che «democrazia e libertà non sono più compatibili»), ma debba anche essere auspicato.
Va poi aggiunto un ultimo punto che è decisivo: in Francia, a differenza degli Stati Uniti, il finanziamento ai partiti è fortemente regolamentato e soggetto a limiti chiari.
Questo stato di cose costringe chiunque, nel mondo imprenditoriale, voglia supportare la politica a adottare strategie più complesse, come, ad esempio, creare fondazioni o acquisire gruppi mediatici e di informazione, in modo da influenzare l’opinione pubblica. Si tratta, dunque, di un’influenza più indiretta, che richiede piani più elaborati e di lungo termine.
La realizzazione degli obiettivi reazionari di Sterin passa dunque soprattutto attraverso una guerra culturale che si esprime in media, gruppi di pressione e scuole di formazione che vorrebbero plasmare la società francese attraverso un cristianesimo identitario e creare le condizioni perché l’opinione pubblica, spaventata da immigrazione e islamizzazione, finisca per orientarsi verso l’estrema destra.
*Sul modo in cui figure della destra reazionaria americana come Peter Thiel e Curtis Yarvin provano a farsi passare come intellettuali mi permetto di rimandare a Alessandro Mulieri, Tecnomonarchi. Gli ideologi della nuova destra all’attacco della democrazia, Donzelli, 2025.
** Sul tema la letteratura è ampia. Tra gli altri, vd. Julia Cagé. Le prix de la démocratie, Fayard, 2018, tradotto in inglese nel 2020 come The price of democracy: How money shapes politics and what to do about it. Harvard University Press, 2020.