Cosa e perché
Il 17 ottobre 1961, a Parigi, la polizia francese represse con una violenza brutale una manifestazione pacifica di decine di migliaia di algerini scesi in strada contro il coprifuoco imposto dal prefetto Maurice Papon. Gli arresti di massa, i pestaggi e gli uomini gettati nella Senna fanno di quella notte uno degli episodi più gravi della repressione coloniale nella Francia del dopoguerra. Per decenni, però, il massacro è restato ai margini della memoria pubblica.
Ricostruire questa vicenda significa guardare alla guerra d’Algeria anche attraverso ciò che accadde nella metropoli, alle condizioni di vita degli algerini in Francia e alle forme di controllo e discriminazione che colpirono un’intera comunità. Significa anche interrogarsi su come si costruisce il silenzio intorno a una violenza di Stato e su quali soggetti contribuiscono a incrinarlo.
In questo quadro, la storia editoriale di Giangiacomo Feltrinelli offre una prospettiva particolare: attraverso libri e testimonianze pubblicati in Italia nonostante la censura francese, è possibile seguire la circolazione di informazioni e denunce che contrastano la versione ufficiale della guerra. La vicenda del 17 ottobre 1961 diventa così anche una storia di editoria militante, solidarietà internazionale e conflitto sulla memoria.
Scopri la data
La strage
Nel 1961 l’Algeria era ancora francese e la guerra d’indipendenza durava da sette anni a colpi di sabotaggi, attentati e risposte repressive che inasprivano un clima di generale tensione. Il primo ministro era Michel Debré, il presidente Charles De Gaulle. Quest’ultimo, nel gennaio dello stesso anno, aveva indetto un referendum sull’autodeterminazione dell’Algeria rivelando che il 72% dei francesi era a favore dell’autodeterminazione e della fine delle ostilità.
Perché nell’ottobre del 1961 gli algerini scesero in piazza? La manifestazione era stata indetta della federazione francese del Fronte di Liberazione Nazionale contro il coprifuoco imposto dal prefetto di polizia di Parigi Maurice Papon (condannato poi nel ’97 per crimini contro l’umanità, per aver avuto un ruolo chiave nell’organizzazione della deportazione antisemita all’epoca di Vichy).
La causa degli algerini, la causa di tutti gli uomini liberi
di David Bidussa, storico
La questura di Parigi ordina che gli algerini musulmani residenti a Parigi non escano…


Lettere della Rivoluzione algerina
Estratto del libro Lettere della Rivoluzione algerina di Patrick Kessel e Giovanni Pirelli (1963), testo chiave della contro-informazione anticoloniale
Dalla violenza di Stato al silenzio istituzionale
Il coprifuoco, istituito il 5 ottobre, arrivava in risposta a una serie di attentati, attribuiti al FLN, mossi a danno delle caserme di polizia parigine e limitava duramente la libertà di movimento di tutti gli algerini di Parigi e banlieue, imponendo un fermo alla circolazione dalle 20,30 alle 5,30 del mattino. Contro queste disposizioni, il 17 ottobre 1961 migliaia di francesi musulmani di origine algerina sfilarono pacificamente per le strade del quartiere latino, sui Grands Boulevards, quando la manifestazione fu repressa nel sangue dal governo francese e più di 11 mila manifestanti furono arrestati e trasferiti nel palazzo dello sport e allo stadio Pierre de Coubertin. Il numero effettivo delle vittime resta ad oggi ancora incerto (più di 100) e la vicenda nel suo insieme fu ammantata da un silenzio che per la durata di vent’anni ha impedito il riconoscimento delle responsabilità istituzionali del governo francese.
Testimonianze degli algerini
PRIMA TESTIMONIANZA
Racconto di una donna algerina di 51 anni che ha manifestato il 17 ottobre con sua figlia e uno dei suoi figli…

Il ruolo dei libri
Un ruolo decisivo nella battaglia contro l’oblio e la censura lo giocano i libri. Mentre in Francia molte opere critiche sulla guerra coloniale vengono sequestrate o ostacolate, la controinformazione trova spazio all’estero: diversi testi escono in Italia, anche in lingua originale, per poi rientrare clandestinamente in circolazione in Francia.
Tra i protagonisti di questa rete editoriale c’è Giangiacomo Feltrinelli, che sostiene la causa algerina con un’intensa attività di pubblicazione. Tra il 1956 e il 1962 porta nelle librerie opere di denuncia e saggistica, da Algeria fuorilegge di Francis e Colette Jeanson a La pacificazione di Hafid Keramane, testimonianza sulla violenza francese scritta da un militante algerino, fino a La rivoluzione algerina dello stesso Jeanson.
Nel 1961 pubblica anche Gli algerini in guerra, un reportage di centotrenta fotografie firmato da Dominique Darbois e Philippe Vigneau. Entrambi legati alla rete di sostegno all’FLN, i due autori vengono condannati a dieci anni di carcere e il volume viene ritirato dalla circolazione in Francia. Feltrinelli lo pubblica in edizione bilingue nell’«Universale Economica», per garantirne un’ampia diffusione, e gli attribuisce un valore simbolico tale da sceglierlo come dono per il suo primo contatto con Fidel Castro.
L’azione dell’editore non si limita ai libri. Feltrinelli offre riparo in Italia a due militanti della rete Jeanson e, il 1° novembre 1961, a sole due settimane dal massacro di Parigi, promuove insieme ad altri intellettuali un appello pubblico contro la guerra in Algeria.
L’importanza di ricordare il 17 ottobre 1961
Tornare oggi al 17 ottobre di sessantacinque anni fa significa interrogare la continuità e i limiti delle democrazie europee: non solo per risarcire simbolicamente le vittime della repressione, ma per mettere a fuoco le ferite profonde delle istituzioni e le zone d’ombra che per decenni ne hanno protetto i responsabili. Ricordare il massacro di Parigi non può ridursi a una commemorazione rituale e consolatoria, ma deve spingerci a indagare cosa rese possibile una simile violenza di Stato nel cuore d’Europa, quali complicità politiche e giudiziarie ne garantirono l’oblio e come il conflitto algerino abbia alimentato la radicalizzazione delle estreme destre nell’intero continente.
17 ottobre 1961: a sessant’anni dalla repressione degli algerini, fare i conti con il razzismo strutturale
Andrea Brazzoduro, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

La genesi del mondo contemporaneo. Il crollo degli imperi coloniali (1945-1965)
Michael Burleigh, Milano, Feltrinelli, 2014

17 ottobre 1961 – La notte dimenticata degli algerini [Podcast]
NON SOLO STORIA, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2023


La guerra d’Algeria e il “manifesto dei 121”
Cesare Pianciola, Edizioni dell’Asino, Roma, 2017

L’affaire Audin (préface de Laurent Schwartz)
Pierre Vidal-Naquet, Les éditions de minuit, Paris 1958



