13-03-2019 18:30
Luogo: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - Viale Pasubio 5, Milano

 


L’entrata in vigore del Sistema monetario europeo, il 13 marzo 1979, rappresenta uno snodo cruciale della costruzione comune europea, rafforzata anche simbolicamente pochi mesi dopo, nel giugno 1979, con le prime elezioni a suffragio universale nei paesi membri della Cee per la costituzione del Parlamento europeo.

Il dibattito sulle due velocità di scorrimento dell’Unione, che da quarant’anni sottolinea l’asimmetria tra il primato dell’economia e della finanza (l’Europa dei banchieri) e lo stentato progresso della coesione politica (l’Europa dei popoli) evoca le domande che i contemporanei si posero quando fu decisa l’adesione dell’Italia allo SME: quale idea del futuro dell’Europa? Quale visione dei rapporti tra gli Stati e del ruolo dell’Italia nel consesso europeo?

L’Europa allora appariva una possibilità di crescita, che tuttavia chiedeva dei vincoli, obbligava a regole. Quanto eravamo consapevoli che quella era la sfida? Quanto eravamo disponibili e disposti a stare alle regole del gioco? Quelle regole ci sembravano derogabili? Perché pensavamo che quella scelta era un’opportunità? Quando abbiamo iniziato a pensare che non lo fosse?

Utilizzando fonti archivistiche e bibliografiche d’epoca, l’incontro proverà a rispondere a domande che hanno ricadute di grande rilevanza sulla nostra contemporaneità, e che continuano a suscitare polemiche e divisioni.

 

 


Con Piero Graglia (Università degli Studi di Milano) e Marco Piantini (coordinatore del progetto @Europea)

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