In un’epoca segnata dall’accelerazione digitale e dalla pandemia, il volume indaga come piattaforme, automazione e smart working stiano ridefinendo qualità, sicurezza e organizzazione del lavoro, ampliando il divario tra insider protetti e outsider privi di tutele. Assumendo il paradigma del social investment come chiave interpretativa, Gemma Scalise mette a confronto Italia e Germania per ricostruire scelte, narrazioni pubbliche e traiettorie di riforma in tre arene decisive: mercato del lavoro, formazione lungo l’arco della vita e welfare.
Attraverso un’analisi comparata supportata da process tracing e interviste qualitative, il libro mostra perché la Germania sia più avanzata nell’integrare politiche di stock-flow-buffer e perché l’Italia fatichi a costruire complementarità tra innovazione, istruzione e protezione sociale. Il caso dei rider diventa lente privilegiata per comprendere ambiguità contrattuali, controllo algoritmico, frammentazione delle tutele e nuove forme di mobilitazione, segnalando al tempo stesso gli snodi regolativi ancora irrisolti.
Tra riflessioni e proposte operative, l’autrice indica un’agenda concreta: estendere diritti e ammortizzatori ai lavoratori delle piattaforme, regolamentare gli algoritmi, rafforzare l’apprendimento permanente e la contrattazione, ricomponendo le fratture di un mercato del lavoro polarizzato. Una guida essenziale per leggere la trasformazione digitale e immaginare un welfare inclusivo all’altezza delle sfide del XXI secolo.
L’autrice
Gemma Scalise è ricercatrice in Sociologia Economica all’Università di Bergamo ed è stata Max Weber Fellow presso l’Istituto Universitario Europeo. Tra le sue pubblicazioni recenti: (2020) The political economy of policy ideas. The European Strategy of Active inclusion in context, Palgrave Macmillan.
