Cosa e perché
Il 17 luglio 1936, dopo anni di tensioni sociali e politiche, una parte consistente dell’esercito spagnolo si solleva contro il legittimo governo della Seconda Repubblica, eletto pochi mesi prima dal Fronte Popolare.
L’insurrezione, guidata da un gruppo di generali decisi a instaurare un regime autoritario di destra, conquista rapidamente alcune aree del Paese, ma nelle principali città la resistenza delle forze repubblicane impedisce ai militari di prendere il controllo.
Il golpe, pensato per essere rapido, fallisce: la Spagna si spacca in due e l’insurrezione si trasforma in una guerra civile destinata a durare quasi tre anni, causando circa mezzo milione di morti tra combattenti e civili e centinaia di migliaia di profughi. Fin dai primi mesi il conflitto assume una dimensione internazionale: la Germania nazista e l’Italia fascista sostengono militarmente i nazionalisti, mentre l’Unione Sovietica fornisce aiuti ai repubblicani.
A novant’anni di distanza, tornare al 17 luglio 1936 significa guardare oltre la cronaca del golpe e interrogare ciò che quel conflitto ha rappresentato. La Guerra civile spagnola è uno dei primi grandi eventi mediatici del Novecento, un laboratorio in cui si intrecciano politica, propaganda e racconto. Migliaia di volontari arrivano in Spagna per combattere; insieme a loro, fotografi, scrittori e giornalisti attraversano il Paese per documentare ciò che accade.
È la guerra fotografata da Robert Capa e Gerda Taro, narrata da Ernest Hemingway e George Orwell e seguita quasi in tempo reale dall’opinione pubblica mondiale.
Ricordare oggi quella giornata significa fare i conti con un conflitto che ha anticipato molte dinamiche del Novecento: la polarizzazione politica, l’intervento delle potenze straniere, l’uso della propaganda, la costruzione di narrazioni globali. In un universo dominato in larga parte da uomini, emerge anche una voce femminile: quella della canadese Ella Lauchner Smith, giornalista e storica che attraversa il nord della Spagna per osservare direttamente ciò che sta accadendo.
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L’Alzamiento del 17 luglio 1936
La Guerra civile spagnola non nasce all’improvviso: il tentativo di colpo di Stato di una parte dell’esercito è il punto di arrivo di una crisi politica e sociale che attraversa la Spagna da decenni.
Nel 1931, dopo la caduta della monarchia di Alfonso XIII, viene proclamata la Seconda Repubblica. Il nuovo governo avvia un vasto programma di riforme: la redistribuzione della terra, la laicizzazione dello Stato, la riforma dell’esercito e il riconoscimento di maggiori autonomie regionali. Questi cambiamenti suscitano però una forte opposizione da parte dei grandi proprietari terrieri, della Chiesa, di ampi settori dell’esercito e delle forze conservatrici. La società si polarizza sempre di più, mentre scioperi, violenze politiche e insurrezioni rendono il Paese sempre più instabile.
Nel febbraio 1936 il Fronte Popolare torna al governo con la promessa di riprendere le riforme. Per una parte della destra e dell’esercito quel risultato rappresenta il rischio di una rivoluzione. Il 13 luglio l’assassinio del deputato monarchico José Calvo Sotelo offre ai militari cospiratori il pretesto per mettere in atto un colpo di Stato preparato da mesi.
L’Alzamiento prende avvio il 17 luglio nelle guarnigioni del Marocco spagnolo e il giorno successivo si estende alla penisola iberica. Tra i suoi promotori figurano Emilio Mola, José Sanjurjo e Francisco Franco. Il golpe, tuttavia, fallisce nel suo obiettivo principale: conquistare rapidamente il potere. In molte città l’esercito insorto viene fermato dalle forze rimaste fedeli alla Repubblica, sostenute da operai, sindacati e milizie popolari. Nel giro di pochi giorni la Spagna si ritrova divisa in due. È il fallimento del colpo di Stato a trasformare l’insurrezione in una guerra civile.
Determinante è anche l’intervento internazionale. Germania nazista e Italia fascista sostengono fin dall’inizio le forze nazionaliste, consentendo il trasferimento dell’Esercito d’Africa dal Marocco alla penisola. I repubblicani ricevono invece aiuti dall’Unione Sovietica e dalle Brigate Internazionali, mentre Francia e Regno Unito mantengono ufficialmente una politica di non intervento.
Ella Lauchner Smith: una viaggiatrice politica nel cuore dell’Europa
Tra le figure che attraversano la Guerra civile spagnola, in un universo composto in larga parte da uomini, c’è anche una voce femminile: quella della canadese Ella Lauchner Smith, storica e giornalista che fa dell’osservazione diretta il centro della propria ricerca. Nata nel 1884 nel New Brunswick, è una pioniera: prima donna canadese a conseguire un master all’Università di Oxford, negli anni Trenta attraversa l’Europa per studiare i luoghi in cui le grandi trasformazioni politiche del tempo sono in atto. La sua biografia è segnata da una scelta precisa: non limitarsi a leggere la storia, ma entrarci dentro.
È lei stessa a definirsi “viaggiatrice politica“: un’espressione che sintetizza la sua idea di lavoro intellettuale.Per Smith la politica non è un oggetto da analizzare a distanza, ma un campo da vivere e attraversare: nessun resoconto, nessuna testimonianza indiretta può sostituire ciò che si vede con i propri occhi. È questo principio a guidarla tra il 1931 e il 1932, quando soggiorna in Unione Sovietica per studiare il sistema dei kolchoz e le trasformazioni della società, tornandovi una seconda volta nell’autunno del 1932. Le sue conferenze critiche sul governo sovietico le costano il rifiuto di un nuovo visto d’ingresso: un episodio che rivela la sua indipendenza di giudizio e la volontà di osservare senza aderire a nessuna ortodossia.
Quando nel luglio del 1936 scoppia la Guerra civile spagnola, Ella Smith è già lì. Ha capito che la tensione accumulata nei mesi precedenti sarebbe esplosa e ha scelto di trovarsi nel luogo in cui la storia stava cambiando. Vuole verificare sul campo ciò che accade, misurare la distanza tra propaganda e realtà. La sua presenza in Spagna è la conseguenza naturale della sua identità di viaggiatrice politica: andare nei luoghi in cui la storia si muove, e guardarla da vicino.
In questo senso, la figura di Ella Smith è interessante non solo per ciò che vede, ma per come decide di vedere.
Il racconto della guerra attraverso i diari
I diari di Ella Smith permettono di ricostruire con precisione il viaggio che la porta nel nord della Spagna nei mesi iniziali della Guerra civile. Sono pagine scritte a mano, fitte di appunti, osservazioni e descrizioni che registrano ciò che vede mentre attraversa una geografia di confine: Biarritz, San Sebastián, Irún, Bilbao, Santander, Gijón. È un territorio in cui consolati, comitati politici e città assediate cambiano controllo da un giorno all’altro, e in cui la guerra modifica continuamente le condizioni di movimento.
Una delle caratteristiche più singolari della sua esperienza è la libertà con cui riesce a spostarsi. Smith ottiene visti e autorizzazioni da entrambe le parti in conflitto, repubblicana e nazionalista: una condizione rarissima, che le consente di attraversare fronti che non comunicano tra loro e di osservare il conflitto da prospettive diverse. Questa mobilità non è solo un dato logistico, ma la chiave del suo sguardo: Smith annota ciò che vede, confronta ciò che le viene detto, registrando differenze e contraddizioni.
Le sue pagine restituiscono la materialità della guerra: l’assedio di Gijón, i bombardamenti che scandiscono le notti, gli scontri per la caserma Simancas, i controlli della censura, le difficoltà nel trovare il cibo, le file per il pane. Ma raccontano anche la vita quotidiana che continua dentro il conflitto: gli alberghi in cui soggiorna, i caffè, le conversazioni improvvisate con interpreti, militanti e civili, le attese ai posti di blocco, gli incontri casuali che scandiscono le giornate. È uno sguardo che si lascia guidare da ciò che vede, non da ciò che già pensa di sapere, registrandociò che accade senza piegarlo a una narrazione precostituita.
Nel settembre del 1936 Smith è costretta a lasciare Gijón, ma la Spagna continuerà a essere al centro della sua ricerca anche nell’anno successivo. I suoi diari ci permettono di entrare nella Guerra civile spagnola non solo attraverso le grandi battaglie e le decisioni politiche, ma anche attraverso l’esperienza quotidiana di chi quella guerra l’ha vissuta sulla propria pelle.
Le radici storiche
La gallery presenta alcuni documenti dal Patrimonio che raccontano la complessità politica e simbolica della Guerra civile spagnola. Le cartoline di propaganda prodotte dalla Repubblica e dalla Generalitat de Catalunya mostrano come, fin dai primi mesi del conflitto, la comunicazione visiva diventi uno strumento decisivo per mobilitare la popolazione, costruire identità collettive e definire il nemico. La copertina e lo spartito dell’Inno della Brigata Garibaldi restituiscono invece la presenza dei volontari italiani che combattono al fianco della Repubblica: un frammento della storia delle Brigate Internazionali, che trasformano la guerra spagnola in un terreno di impegno politico globale. Infine, il messaggio del Fronte Popolare di Spagna ai volontari internazionali, pubblicato in più lingue nel 1937, testimonia il tentativo della Repubblica di parlare a un pubblico transnazionale, di spiegare le ragioni della propria lotta e di costruire un fronte comune contro l’avanzata dei fascismi europei. Questi materiali, letti insieme, mostrano come la Guerra civile non sia soltanto un conflitto interno, ma un laboratorio politico del Novecento: un luogo in cui propaganda, mobilitazione e partecipazione internazionale si intrecciano e contribuiscono a definire il significato più ampio della battaglia per la democrazia in Europa.
Cartoline di propaganda politica prodotte dalla Repubblica e dalla Generalitat de Catalunya nel corso della Guerra civile spagnola (1936–1939).
Himno de la XII.ª Brigada “GARIBALDI”
Copertina e spartito dell’inno della Brigata Garibaldi, la formazione di volontari italiani che combatte al fianco della Repubblica nella Guerra civile (1937)
Il Fronte Popolare di Spagna ai Volontari Internazionali
Messaggio del Fronte Popolare di Spagna ai volontari internazionali, pubblicato in versione multilingue (inglese, italiano, polacco, ceco e tedesco) nel 1937
Consigli di lettura
Una selezione di quattro titoli per saperne di più
Omaggio alla Catalogna
Goerge Orwell, Feltrinelli, Milano, 2023 (prima edizione del 1938)

La guerra civile spagnola. Reazione, rivoluzione, vendetta
Paul Preston, Mondadori, Milano, 2006 (prima edizione del 1999)

Per chi suona la campana
Ernest Hemingway, Mondadori, Milano, 2016 (prima edizione del 1940)

La grande paura del 1936. Come la Spagna precipitò nella guerra civile
Gabriele Ranzato, Laterza, Bari, 2011 (prima edizione)



