Di cosa parliamo?
Per decenni il lavoro è stato il pilastro della democrazia. Ha garantito reddito, diritti, welfare; ha dato forza al campo progressista e costruito comunità, sindacati, visioni di futuro. Ma oggi quel patto si è spezzato.
L’Italia è uno dei pochi Paesi in cui i salari reali sono fermi da 1991. La precarietà dilaga, i working poor si moltiplicano, milioni di persone non sanno se arriveranno alla fine del mese. E mentre pochi accumulano tutta la ricchezza, una parte sempre più ampia del mondo del lavoro guarda a destra in cerca di protezione e riconoscimento.
Questo volume non si limita a registrare la crisi che stiamo vivendo: ne ricostruisce le radici – la flessibilizzazione selvaggia, la stagnazione salariale, la svalutazione culturale del lavoro come valore politico – e indica una via per invertire la rotta. Gli autori propongono una nuova agenda per il centro sinistra, fondata su salari equi, welfare universale e giustizia sociale.
Perché ricostruire la sinistra significa tornare dove tutto è cominciato: rimettere il lavoro e la classe al centro.
Con
Domenico Carrieri, Sociologo del lavoro e delle relazioni industriali,
Cesare Damiano, Presidente dell’Associazione Lavoro & Welfare
Agostino Megale, Esperto di relazioni industriali
Cristina Tajani, Senatrice PD
Ida Regalia, Docente Universitaria
Luca Stanzione, Segretario Generale CGIL Milano
Luigi Vergallo, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Coordina Lida Baratta, Giornalista

Leggi la scheda del libro
L’Italia che non arriva a fine mese
Lavoro e salari: una questione di sinistra
Di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano, Agostino Megale

