Chi prova ad approssimarsi al passato deve agire come chi scava. Perché i “fatti’ non sono altro che strati che restituiscono solo dopo l’indagine più scrupolosa ciò per cui vale la pena di compiere lo scavo.

Walter Benjamin

Università degli Studi di Milano e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, istituzioni tradizionalmente attive nella promozione della cultura storica, promuovono la seconda edizione del Master di I° livello inPublic History: il racconto della storia, i mestieri della cultura” per l’anno accademico 2018/2019.
Scopo principale degli insegnamenti è offrire agli studenti una formazione crossdisciplinare e professionalizzante che li avvicini e li introduca al mondo del lavoro culturale.



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Che cos’è la Public History? \

La Public History è la storia che esce dai luoghi della ricerca per diventare conoscenza alla portata di tutti. Ma non solo. La Public History è anche la storia che ti appartiene e può essere il tuo futuro.

Il mercato del lavoro culturale è caratterizzato sempre più da una contaminazione tra discipline e da una richiesta di figure professionali con abilità trasversali. Nel Master di I livello in Public History si svelano gli strumenti del mestiere dello storico, si acquisiscono le competenze per fare storia in una dimensione progettuale e rinnovare gli strumenti di narrazione storica, perché il passato sia uno stimolo continuo per partecipare al presente e pensare il futuro.

Perché la storia sia «scienza del cambiamento» (M. Bloch).

 

Perché un Master in Public History? \

Sceneggiatori teatrali e cinematografici, autori televisivi, professionisti della narrazione storica, historyteller e performer, insegnanti, autori di graphic novel, project manager e curatori di mostre e installazioni, esperti di comunicazione culturale e della valorizzazione di beni archivistici e librari: sono solo alcuni dei mestieri a cui può accedere chi vuole lavorare con la storia.

Il Master in Public History, nato dalla collaborazione fra Università degli Studi di Milano e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, è giunto alla seconda edizione e rinnova l’obiettivo di coniugare i saperi e i metodi della ricerca storica con le potenzialità e le competenze del mondo della produzione, dell’organizzazione e della comunicazione culturale, inserendosi in maniera virtuosa nel panorama del lavoro 4.0.

Il Master comprende lezioni frontali, momenti di didattica interattiva, laboratori, workshop, masterclass tenuti da docenti di livello internazionale e stage presso istituzioni, aziende, enti del mondo della cultura o interessati alla promozione e valorizzazione di patrimoni storici.

 

Informazioni
 
 
ISCRIZIONI \
Entro 1 ottobre 2018
 
DURATA E DIDATTICA \
Il Master si svolge da novembre 2018 a luglio 2019.
Lezioni e laboratori avranno luogo il venerdì e il sabato, dalle 10.00 alle 17.30
 
DOVE \
Università degli Studi di Milano, via Festa del Perdono, 7
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, viale Pasubio 5, Milano
 
QUOTA DI PARTECIPAZIONE \
3.200 €
 
BORSE DI STUDIO \
Sono previste tre borse di studio da 900 € ciascuna per i candidati risultanti più meritevoli dalla graduatoria di selezione.
 
PREREQUISITI \
Laurea triennale in ambito umanistico, socio-politico e giuridico
 
POSTI \
25
 
SELEZIONE \
Le prove di selezione si terranno il giorno martedì 16 ottobre 2018, alle ore 9.30, presso il Dipartimento di Studi Storici, via Festa del Perdono 7, Milano. La selezione per l’ammissione sarà effettuata attraverso una prova orale volta ad accertare le capacità progettuali dei candidati e l’attitudine alle materie oggetto del corso di alta formazione. I candidati saranno chiamati a elaborare un progetto dedicato alla Public History che discuteranno con la commissione d’esame.
 
Fermo restando che quelli che seguono sono solo suggerimenti e che il candidato è libero di scegliere modalità diverse di presentazione, il progetto di Public History potrebbe contemplare i seguenti punti:

  1. Individuazione di un tema, di una questione, di un episodio, di un momento della storia da divulgare
  2. Motivazioni e obiettivi
  3. Individuazione di un format (documentario, mostra, mostra virtuale, storytelling, percorso turistico- culturale, fumetto, libro, videogioco, happening, spettacolo teatrale, eccetera) e dei canali più opportuni
  4. Individuazione di un pubblico di riferimento
  5. Eventuale indicazione di criticità
  6. Bibliografia sul tema del progetto

 
Alcuni riferimenti bibliografici

Paolo Bertella Farnetti, Lorenzo Bertucelli, Alfonso Botti (a cura di), Public History. Discussioni e pratiche, Milano, Mimesis, 2017
Maurizio Ridolfi, Verso la Public History. Fare e raccontare storia nel tempo presente, Pisa, Pacini, 2017
Valentina Colombi (a cura di), Giovanni Sanicola, Public History. La storia contemporanea, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2017
Thomas Cauvin, Public History. A Textbook of Practice, Taylor & Francis Ltd, 2016.
Paolo Rumiz, Carlo greppi, David Bidussa, Il passato al presente. Raccontare la storia oggi, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2016
Alessandro Bollo, Il marketing della cultura, Carocci, 2012
AA.vv La cultura in trasformazione. L’innovazione e i suoi processi, Minimum fax, 2016

BANDO DI ISCRIZIONE\
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Per iscriverti, clicca qui

Progetto di Public history: suggerimenti per la stesura

Il progetto di Public History deve essere inviato, unitamente al curriculum vitae e alla domanda di ammissione all’ufficio Master, entro e non oltre il 1 ottobre 2018.

 

Sbocchi professionali \

laureati in storia o discipline affini e gli operatori a diverso titolo interessati a comunicare fonti e patrimoni di valore storico potranno diventare professionisti della narrazione storica, capaci di lavorare con i contenuti storici nei vari ambiti della produzione culturale:

• produttori e autori televisivi e radiofonici, in grado di ideare programmi tv o radio e di selezionare le fonti per costruire una narrazione efficace sui canali audiovisivi;

• esperti di comunicazione storica, che utilizzano le loro conoscenze e la loro capacità di lavoro sulle fonti per valorizzare patrimoni culturali, identità istituzionali o aziendali che affondano le loro radici nel passato;

• project manager, responsabili dell’organizzazione, gestione e realizzazione di progetti culturali e di ricerca;

• historyteller e sceneggiatori, che sanno pescare le storie dentro la Storia, dar loro un corpo, metterle in scena;

• organizzatori di eventi, che riescano a dar vita a iniziative di reenactment o di divulgazione in pubblico con piena consapevolezza delle diverse audience interessate oggi alla storia e alla cultura;

• curatori di mostre, al corrente delle più recenti tecniche allestitive e attenti ai linguaggi museali più innovativi, per esposizioni sempre più affascinanti.

 

Destinatari \

Laureati in materie umanistiche, orientati a costruirsi una professione lavorando con la storia nel mondo della cultura e dello spettacolo;

ricercatori consapevoli del valore pubblico del proprio lavoro e perciò desiderosi di acquisire competenze nell’ambito della narrazione, comunicazione e organizzazione culturale;

insegnanti o tirocinanti dell’insegnamento che intendano fare propri nuovi modi e nuove forme per raccontare la storia da utilizzare nella loro attività didattica;

operatori culturali e curatori di patrimoni di carattere storico, interessati valorizzarne tutte le potenzialità in termini di diffusione, promozione e comunicazione.

 

 

Piano formativo \

È articolato su 3 livelli:

  1. Teorie e metodi della Public History: riflessioni teoriche e metodologiche in grado di inquadrare da diverse angolature il tema dell’uso pubblico della storia, della comunicazione e della divulgazione di sapere storico.
  2. Professioni e competenze per il public historian: laboratori, workshop e masterclass, tenuti da docenti di livello internazionale, per conoscere strumenti di lavoro e segreti del mestiere di chi lavora a prodotti culturali di contenuto storico.
  3. Lavoro sul campo: realizzazione di un prodotto culturale nell’ambito di uno stage presso enti, istituzioni, aziende in vario modo connessi alla narrazione storica e alla comunicazione e valorizzazione di un patrimonio storico.

 

Piano didattico \

La didattica sarà impartita sia in presenza (in parte presso la sede universitaria di via Festa del Perdono 7, in parte presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in viale Pasubio 5), sia a distanza tramite il Centro per le tecnologie e la didattica universitaria multimediale e a distanza dell’Università di Milano (www.ctu.unimi.it).
Le lezioni si terranno da novembre 2018 a luglio 2019 – venerdì e sabato, dalle 10 alle 17.30, frequenza obbligatoria. Trenta i posti a disposizione.

 

     Insegnamenti

 

      ore

 

Storiografia e comunicazione storica        27
Teoria e pratiche di Public History        27
Medioevo inventato: dalla realtà storica al fantasy        27
L’eredità del Medioevo: patrimonio materiale e immateriale        27
L’età moderna come Public History        27
Comunicazione visiva e audiovisiva nell’età contemporanea        27
Gestione informatizzata dei patrimoni culturali        27
Conservazione, organizzazione, valorizzazione degli archivi e dei patrimoni culturali.        27
La storia digitale: strumenti di fruizione e di costruzione        27
Forme e modelli della Public History        27
 

TOTALE

      270

 

     Laboratori

 

      ore

 

Mostre e Musei – Show, don’t tell

Costruire un percorso tra gli oggetti e i documenti del passato, per raccontare la bellezza, o dire qualcosa sulla propria identità: si lavorerà per capire cosa significa oggi costruire un allestimento capace di colpire il visitatore.

 

       39
Historytelling – La storia e le storie

La storia è un grande giacimento di storie che meritano di essere scoperte e raccontate. Conosciamo le molte forme di racconto storico, alla ricerca del modo più efficace per rappresentare oggi la storia.

 

       39
La progettazione culturale (base) – Management della cultura

Come si fa un budget? Dove si trovano le risorse? Come si costruisce una partnership? Qui si impara a mettere le gambe alle idee e a farle camminare speditamente.

 

       39
La progettazione culturale (avanzato) – Management della cultura

Scoprire i meandri della progettazione culturale e apprendere le soft skills strategiche del settore culturale per diventare dei project manager di successo.

 

       39
Didattica e comunicazione – Insegnare e comunicare la storia nell’era del web

Per raccontare la storia oggi non si può prescindere da un uso intelligente delle tecnologie digitali e dei canali social. Addentriamoci nella rete alla ricerca delle strade più smart per la didattica e la comunicazione storica.

 

       39
Progettazione audiovisiva – Cinema, tv e multimedia

I media audiovisivi hanno il potere di trasportarci quasi fisicamente indietro nel tempo, di farci vedere e ascoltare la storia, di farci incontrare i testimoni. Il laboratorio rivelerà i segreti del mestiere che permettono che si compia questa magia.

       39
 

TOTALE

      270

 

    Stage

 

       ore

 

A conclusione del percorso laboratoriale lo studente deciderà l’ambito entro cui svolgere lo stage in una delle istituzioni partner del Master, tra cui:

Associazione Culturale IVIPRO, ASP “Golgi- Redaelli” – Servizio Archivio e Beni Culturali \
Biblioteca Nazionale Braidense, Biblion Edizioni \ Centro Studi Longobardi \
Civiche raccolte grafiche e fotografiche del Castello Sforzesco di Milano \
Fondazione Cineteca Italiana \
Fondazione La Triennale di Milano \
Istituto Antonio Gramsci Torino \
Istituto Nazionale Ferruccio Parri \
Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton \
LaEffe \
Museo del Risorgimento \
Ospedale Maggiore Policlinico-Beni Culturali \
Polo del ‘900 di Torino \
Pontificia Insigne Accademia dei Virtuosi al Pantheon \
Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco di Milano \
Rai Storia \
Triennale Teatro dell’Arte \
Treccani \
We Are Müesli \

       250
 

TOTALE

        754

 


Docenti \

 

Antonino De Francesco

Laureatosi in lettere nel giugno 1977 presso l’Università di Milano, è stato borsista della Fondazione Luigi Einaudi.
 
Dopo alcuni anni di lavoro dapprima come insegnante e come impiegato della Regione Lombardia, a seguito di concorso nazionale è divenuto professore associato di storia moderna, prestando servizio, nell’Università di Catania, poi in quella di Padova e presso l’Università della Basilicata, dove è stato dapprima direttore del Dipartimento di scienze storiche, linguistiche e antropologiche e quindi, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia.
 
Dal novembre 2001 presso l’Università degli studi di Milano, dove è professore ordinario di storia moderna e direttore del Dipartimento di studi storici.
 


 

Massimiliano Tarantino


Laureato in Giurisprudenza, lavora da una ventina d’anni nel mondo della comunicazione e delle relazioni istituzionali: per otto anni come giornalista e negli ultimi undici come responsabile ufficio stampa, communication manager o responsabile delle attività di comunicazione istituzionale per realtà pubbliche o private.
 
Giornalista professionista, è stato collaboratore di diverse pagine culturali di testate del Gruppo editoriale L’Espresso dal 1996 al 2003 e ha lavorato come programmista regista, autore di testi e speaker per diverse trasmissioni radiofoniche dei canali nazionali della Rai dal 1997 al 2001. Dal 2002 al 2006 è alla Normale di Pisa come spokesperson e Responsabile della comunicazione integrata della Scuola Normale Superiore.
 
Dal 2006 al 2013 è nel Gruppo Telecom Italia: prima come Responsabile della divulgazione e dei rapporti con la stampa di Telecom Progetto Italia e successivamente come Responsabile dei rapporti con la stampa internazionale per il Gruppo Telecom Italia. Dal 2011 al 2013 è stato Responsabile della comunicazione corporate di Telecom Italia nella direzione External Relations. Ha insegnato comunicazione, ufficio stampa e linguaggio del giornalismo presso le università di Udine, Pisa, Parma e Milano Cattolica. Attualmente ricopre l’incarico di Responsabile della comunicazione corporate e rapporti istituzionali del Gruppo Feltrinelli e di Segretario generale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. È anche Direttore esecutivo di Laboratorio Expo e Coordinatore alla redazione della Carta di Milano.


 

Alessandro Portelli


Alessandro Portelli è nato a Roma nel 1942. È considerato tra i fondatori della storia orale. Già docente di letteratura angloamericana a Sapienza-Università di Roma, è presidente del Circolo Gianni Bosio. Tra le sue opere La canzone popolare in America: la rivoluzione musicale di Woody Guthrie (1975), Biografia di una città. Storia e racconto: Terni, 1830-1985 (1985), L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria (2005), Città di parole. Storia orale di una periferia romana (2007), America Profonda. Due secoli raccontati da Harlan County, Kentucky (2011), Badlands. Springsteen e l’America: il lavoro e i sogni (2015), La città dell’acciaio. Due secoli di storia operaia (2017).


 

Vanessa Roghi


È storica del tempo presente. Fa ricerca sugli intellettuali e la loro storia: ha scritto di donne e preti, di Manzoni e Le Monnier, di diritto degli autori e della fatica di guadagnarsi da vivere con la scrittura. Le piace pensare che l’immaginario storico possa avere un posto nel dibattito storiografico, fa di tutto per portarcelo.
 
Insegna alla Sapienza Visualità e storia. Fa documentari di storia per Rai tre. Fa parte di SIM Storie in movimento, SIS Società italiana delle storiche, Iamhist International Association for media and History. Tra le sue ultime pubblicazioni, La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole (2017)


 

Enzo Traverso


Storico italiano da anni attivo in Francia. Ha insegnato presso la facoltà di scienze politiche dell’Università della Piccardia “Jules Verne” di Amiens e presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Dal gennaio 2013 è Susan and Barton Winokur Professor of Humanities presso la Cornell University di Ithaca, negli Stati Uniti d’America.
 
Le opere di Traverso trattano del totalitarismo, di Auschwitz e della Shoah, ma anche di Paul Celan, Theodor W. Adorno, Walter Benjamin, Siegfried Kracauer.
 
Tra le sue ultime pubblicazioni, Cosmopoli. Figure dell’esilio ebraico-tedesco (2004); Il secolo armato. Interpretare le violenze del Novecento (2012); Malinconia di sinistra: Una tradizione nascosta (2016)


 

Gabriele Del Grande


Dopo aver conseguito una laurea in Studi Orientali, fonda nel 2006 l’osservatorio Fortress Europe, e il relativo blog, in cui sono raccolti e catalogati tutti gli eventi riguardanti le morti e i naufragi dei migranti africani nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa.
 
Come giornalista, ha collaborato con L’Unità, Redattore Sociale, Peace Reporter. Ha pubblicato con Infinito edizioni i libri Mamadou va a morire (2007), Il mare di mezzo (2010) e Roma senza fissa dimora (2009) Nel 2013 ha realizzato un reportage sulla guerra civile siriana, pubblicato da Internazionale. Nel 2014, insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, ha realizzato il documentario Io sto con la sposa.


 

Carlo Greppi


Carlo Greppi (1982), storico e scrittore, collabora con Rai Storia, organizza viaggi della memoria con l’associazione Deina ed è membro del Comitato scientifico dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, che coordina la rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea in Italia.
 
Il suo libro L’ultimo treno. Racconti del viaggio verso il lager (Donzelli 2012) ha vinto il premio Ettore Gallo, destinato agli storici esordienti. Per Feltrinelli ha pubblicato l’ebook La nostra Shoah. Italiani, sterminio, memoria (2015), il saggio Uomini in grigio. Storie di gente comune nell’Italia della guerra civile (2016) e i romanzi per ragazzi Non restare indietro (2016, premio Adei-Wizo 2017, sezione ragazzi) e Bruciare la frontiera (2018). Il suo ultimo libro è 25 aprile 1945 (Laterza 2018).


 

Valeria Galimi

È ricercatrice di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli studi di Milano, insegna Comunicazione storica. Chercheur associé all’Institut d’histoire du temps présent di Parigi, ha avuto esperienze di ricerca presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Università di Roma La Sapienza, di Modena, di Siena e della Tuscia; European University Institute a Fiesole; Institut d’histoire du temps présent, Sciences Po e Ecole Normale Supérieure a Parigi.
 
I suoi interessi di studio riguardano la storia dell’antisemitismo in Europa nella prima metà del XX secolo, la storia politica francese degli anni Trenta e del regime di Vichy, il fascismo e collaborazionismo europeo, la storia sociale e culturale della seconda guerra mondiale e della sua eredità.
Insieme alla ricerca su questi temi è stata curatrice di due grandi mostre (Dalle leggi antiebraiche alla Shoah, Roma, Vittoriano, 2004, e Firenze in guerra 1940-1944Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 2014), ha collaborato alla versione italiana della mostra berlinese Il processo. Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011, Firenze, 2012.


 

Giuliana Albini

Laureata in Lettere Moderne nel 1973, borsista CNR dal 1976 al 1980, ricercatore confermato dal 1980 e professore associato dal 1998 al 2003, ha insegnato “Esegesi delle fonti della storia medievale”, “Storia medievale” e “Didattica della storia”. Attualmente è professore ordinario di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove insegna “Storia medievale” e “Civiltà e culture nel medioevo”.
 
Ha operato nella Scuola di Specializzazione per Insegnanti delle Scuole superiori (SILSIS-MI) in qualità di coordinatore dell’Indirizzo Linguistico-letterario (dall’a.a. 2003-2004), e vice-direttore fra il 2005 e il 2008. L’attività di ricerca, essenzialmente incentrata sul basso medioevo e sull’Italia settentrionale, riguarda la storia politico-istituzionale, le strutture economiche, sociali e demografiche, le istituzioni assistenziali e le forme di carità.
 
Ha collaborato con enti locali e istituti di ricerca in progetti di storia del territorio e di rivalutazione/ conservazione di beni culturali e ambientali.


 

David Bidussa


David Bidussa, storico sociale delle idee, è responsabile editoriale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Collabora a “Il domenicale – il Sole 24 ore”.
 
Ha pubblicato: La France de Vichy (Feltrinelli, 1997); I have a dream (BUR, 2006); Siamo italiani (Chiarelettere, 2007) Dopo l’ultimo testimone (Einaudi, 2009); Leo Valiani tra politica e storia (Feltrinelli, 2009). Per Feltrinelli ha curato Il volontariato (con Gloria Pescarolo, Costanzo Ranci e Massimo Campedelli; 1994), per i “Classici” ha curato Fratelli d’Italia (2010) di Goffredo Mameli e ha scritto la postfazione a Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne (2014).
 
Ha collaborato al volume Sinistra senza sinistra (Feltrinelli, 2008) con la voce ‟Uso pubblico della storia”.


 

Davide Cadeddu


Dottore di ricerca in studi storici, è professore associato di Storia delle dottrine politiche, «Storia, cultura e teorie della società e delle istituzioni», presso l’Università degli Studi di Milano.
 
Executive editor di «Glocalism: Journal of Culture, Politics and Innovation», coodirettore di «Storia Amministrazione Costituzione» è redattore capo di «Amministrare», periodici dell’ISAP (Istituto per la scienza dell’amministrazione pubblica), collabora con lo IASSP (Istituto di alti studi strategici e politici per la leadership). È direttore della collana editoriale «Biblioteca di cultura politica europea» presso l’editore Rubbettino e della collana editoriale «Filologia e politica» presso l’editore Giappichelli.
 
È direttore del «Seminario permanente sui classici del pensiero politico» presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano. Si è occupato principalmente di storia del pensiero politico del Novecento, con particolare riguardo ai problemi dell’autonomismo, del federalismo, dell’elitismo e del rapporto tra politica e cultura.


 

Irene Piazzoni

Insegna Storia della cultura contemporanea e Storia della radio e della televisione presso l’Università degli Studi di Milano.
 
È membro del Collegio del Dottorato di ricerca in Storia, cultura e teorie della società e delle istituzioni della medesima Università. Insegna Storia della editoria contemporanea al Master organizzato dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
 
È membro del comitato scientifico della collana “Storia in Lombardia” della casa editrice Unicopli e della collana “Studi e ricerche di storia dell’editoria” della casa editrice Franco Angeli; è membro del comitato direttivo della rivista “Acme”. Si occupa di storia dell’editoria, del giornalismo, degli intellettuali, dell’organizzazione dello spettacolo, della radio e della televisione.


 

Marcello Flores


Marcello Flores (Padova, 1945) ha insegnato Storia contemporanea e Storia comparata nell’Università di Siena, dove ha diretto anche il Master in Human Rights and Genocide studies, e nell’Università di Trieste.
 
Tra i suoi libri: Il secolo del tradimento. Da Mata Hari a Snowden 1914-2014, (il Mulino, 2017), Il genocidio degli armeni (il Mulino, nuova ed. 2015), Traditori. Una storia politica e culturale (il Mulino, 2015), Storia dei diritti umani (il Mulino, nuova ed. 2012), La fine del comunismo (Bruno Mondadori, 2011) e 1917. La Rivoluzione (Einaudi, 2007). Con Feltrinelli ha pubblicato Tutta la violenza di un secolo (2005) e La forza del mito. La rivoluzione russa e il miraggio del socialismo (2017).


 

Silvia Salvatici


Laureatasi presso l’Università di Firenze nel 1992, ha fatto ricerca presso l’Università di San Marino, L’Orientale di Napoli, la Potsdam Universität, l’Università di Firenze e l’Università di Teramo. Si è occupata di problematiche di genere in Albania (1998-1999) e della creazione dell’archivio per la memoria della guerra in Kosovo (1999-2001) per conto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Ha insegnato a Trieste ed è attualmente professoressa associata di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano. È nota al grande pubblico grazie al programma Il tempo e la storia, del quale è ospite ricorrente. Si occupa di storia delle donne e di genere, diritti umani e rifugiati.


 

Andrea Gamberini

Andrea Gamberini è professore ordinario di storia medievale all’Università degli Studi di Milano, dove insegna anche comunicazione storica. Ha svolto periodi di docenza e di ricerca presso le università di Cambridge, Oxford, Edimburgo e Kyoto.
 
E’ Fellow della Royal Historical Society, Life Member del college Clare Hall (Cambridge) e Senior member del college Christ Church (Oxford). Fa parte del comitato di direzione di “Quaderni Storici” e del comitato scientifico di “Studi Storici. Rivista della Fondazione Gramsci”.
 
I suoi studi riguardano prevalentemente la storia del tardo Medioevo, con particolare riguardo alla storia politica, ai linguaggi politici e la storia delle istituzioni ecclesiastiche.


 

Vittore Armanni


Nato a Milano nel 1966, si è laureato in Storia dell’Italia contemporanea con Giulio Sapelli e Duccio Bigazzi presso l’Università degli studi di Milano, Facoltà di lettere e filosofia.
 
Ha proseguito gli studi all’Università Bocconi conseguendo il dottorato di ricerca in storia economica e sociale con una tesi sui mercati e la distribuzione nel settore editoriale tra Otto e Novecento.
 
È stato borsista della Fondazione Confalonieri e docente a contratto di storia e organizzazione dell’impresa all’Università Iulm, Facoltà di scienze della comunicazione, sedi di Milano e Feltre. Redattore per dieci anni della rivista semestrale Archivi e imprese (ora Imprese e storia), ha pubblicato articoli di storia dell’impresa su riviste di settore.
 
Lavora con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e il Centro per la cultura d’impresa, svolgendo attività di ricerca e valorizzazione della cultura d’impresa.


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Progetto di Public history: suggerimenti per la stesura

Il progetto di Public History deve essere inviato, unitamente al curriculum vitae e alla domanda di ammissione all’ufficio Master, entro e non oltre il 1 ottobre 2018.

Contatti

master@unimi.it

tel (+39) 0250312302

fondazionefeltrinelli.it/publichistory/


 

/ 21 /

Aziende partner

/ 754 /

ore di attività formative

/ 6 /

Masterclass

/ 1 /

Edizioni precedenti

/ 6 /

Laboratori

/ 20 /

Docenti

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