Un ciclo di workshop
La memoria non è soltanto ciò che ricordiamo. È anche il modo in cui scegliamo di ricordare.
Quando parliamo di memoria, parliamo inevitabilmente anche della sua organizzazione: un processo che significa conservare e trasmettere un passato condiviso, intervenire su di esso, produrre una selezione. Le società contemporanee non ereditano semplicemente le proprie memorie: le riscrivono, le gerarchizzano e le mobilitano in funzione dei conflitti del presente.
Monumenti, celebrazioni, musei, programmi scolastici, discorsi pubblici e media diventano così dispositivi attraverso cui si definiscono gerarchie della memoria e si ridefiniscono i confini della comunità politica.
Le domande al centro del percorso
Quali tensioni attraversano oggi il paradigma memoriale costruito nel secondo dopoguerra? Come sono cambiati i linguaggi e le tecniche che guidano l’organizzazione della memoria? Come si rinnovano le sfide che riguardano il suo presente e il suo futuro? Quali sono gli spazi in cui trova espressione?
Che cosa ricordiamo, come lo ricordiamo e che cosa produce oggi la memoria dentro una società frammentata?
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con il Museo storico del Trentino e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, propone un ciclo di workshop rivolto a nuovi operatori culturali, fondazioni, musei, istituzioni culturali, storici, docenti e a tutte le persone che si interrogano sui meccanismi della memoria oggi. L’obiettivo è promuovere una riflessione aperta sulle trasformazioni in corso e sulle prospettive che attendono la memoria nel prossimo futuro.
Che cosa resta della memoria pubblica?
Fondazione G. Feltrinelli, Sala Della Peruta, Milano – per partecipare in presenza scrivi a formazione@fondazionefeltrinelli.it oppure da remoto su Zoom
La memoria del dopoguerra si fondava sull’idea che ricordare la violenza servisse a costruire tolleranza. Oggi questa dimensione convive anche con un’altra logica: la memoria come confine identitario. La memoria produce ancora strumenti di convivenza o contribuisce a creare nuove polarizzazioni? Chi è autorizzato a parlare? Chi viene escluso? Cosa funziona e quali sono i limiti dei modelli narrativi con cui sono state generate memorie per il pubblico?
Dallo spostamento dalla memoria della tolleranza alla memoria dell’intollerabile alla vittima come identità politica; memorie diasporiche e appartenenze plurali; costruzione dell’alterità e del nemico; rilettura critica della memoria pubblica del dopoguerra.
Curatore
David Bidussa — Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Relatrici e relatori
Micol Meghnagi — Università di Bologna
Claudia Baldoli — Università degli Studi di Milano
Giorgio Caravale* — Università Roma Tre
Discussant
Giorgia Serughetti — Università degli Studi di Milano-Bicocca
Quali linguaggi e strumenti per dare forma alla memoria?
Museo storico del Trentino, Trento – per partecipare in presenza scrivi a formazione@fondazionefeltrinelli.it oppure da remoto su Zoom
La storia entra nello spazio pubblico attraverso musei, memoriali, mostre, documentari e piattaforme digitali. Ogni dispositivo narrativo produce una selezione, opera una semplificazione, mette in scena. Cosa succede quando il passato diventa esperienza emotiva e i pubblici fruiscono prodotti culturali legati alla memoria? Quando la spettacolarizzazione sostiene la comprensione e quando la limita? Come questi linguaggi producono conoscenza? Quando si limitano a generare coinvolgimento emotivo? Qual è il rapporto tra la memoria civile e lo spazio pubblico?
Musei come dispositivi narrativi; equilibrio tra emozione e rigore; rischio di spettacolarizzazione del passato; esperienze museali in territori complessi; linguaggi digitali e nuove forme di accesso al passato.
Curatore
Francesco Filippi — Museo storico del Trentino
Relatori
Marco Vigevani — Memoriale della Shoah di Milano
Marika Losi — Fondazione Fossoli
Alina Binaghi — public historian, Siàga Cultura, Polo della memoria democratica, Comune di Bologna*
Discussant
Valentina Pisanty — Università degli Studi di Bergamo
Come costruire una memoria condivisa oggi?
Fondazione G. Feltrinelli, Sala Della Peruta, Milano – per partecipare in presenza scrivi a formazione@fondazionefeltrinelli.it oppure da remoto su Zoom
Come si costruisce una memoria condivisa in una società frammentata? Quali strumenti funzionano davvero? Quali linguaggi raggiungono i nuovi pubblici? Come costruire modelli narrativi che restituiscano la complessità dei processi storici senza trasformare le memorie in dispositivi identitari? Quali pratiche permettono di raccontare le esperienze di sofferenza e di essere strumento di comprensione? Come trasmettere il passato senza tradirne la complessità?
Pratiche di trasmissione quotidiana; memoria come esperienza collettiva; educazione civica e storia pubblica; nuove generazioni e nuovi linguaggi; limiti delle iniziative memoriali tradizionali.
Curatrice
Paola Boccalatte — Istituto Nazionale Ferruccio Parri
Relatori
Michelangela Di Giacomo — Fondazione M9 Museo del ’900
Christian Elia — direttore editoriale delle riviste Arabpop e R\EST
Discussant
Elena Cadamuro — Università degli Studi di Genova
Memoria: che cosa ci riserva il futuro?
Fondazione G. Feltrinelli, Sala Della Peruta, Milano – per partecipare in presenza scrivi a formazione@fondazionefeltrinelli.it oppure da remoto su Zoom
La memoria può ancora produrre un linguaggio condiviso o è destinata a diventare un dispositivo di polarizzazione? E, soprattutto, come si può costruire un racconto degli ultimi cento anni che tenga insieme violenza, diritti, conflitti e trasformazioni globali senza cadere nella semplificazione o nella retorica? È ancora possibile parlare di universalità? Oppure occorre immaginare nuove forme di racconto che non si limitino a ripetere i modelli del passato? Quali sfide attendono il futuro della memoria e quali sono oggi i punti di osservazione di queste dinamiche?
Crisi del paradigma memoriale universale; uso politico del passato e perdita di un linguaggio comune; memoria come dispositivo di contrapposizione.
Curatore
Paolo Zanini — Università degli Studi di Milano
Relatori
Alessandra Grasso — docente e public historian
Nicola Labanca — Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Università di Siena
Discussant
Sabrina Loriga — EHESS, rivista Passés futurs
