Da molti anni, Taranto vive sospesa tra spinte irrisolte verso il cambiamento. Alla lunga fase di deindustrializzazione – che ha ridotto lavoro, produzione e prospettive – si affianca un più generale processo di declino territoriale. La transizione ecologica, pur necessaria, procede tra incertezze e conflitti, mentre il senso di comunità continua a infragilirsi.
Il futuro della città dipende dalla capacità di ripensare il proprio sviluppo coinvolgendo chi la abita. Non basta cambiare priorità economiche: serve definire un nuovo patto sociale per un progetto collettivo autonomo, sostenuto da una visione di lungo periodo su lavoro, competenze, città e ambiente.
Le esperienze di altri territori mostrano che la riconversione è possibile, ma il cambiamento non è neutro: senza interventi coerenti, integrati e democratici, le disuguaglianze crescono. La sfida per Taranto è scegliere se subire una “rivoluzione passiva” o mobilitarsi per una transizione giusta, capace di generare sviluppo e benessere nel rispetto dell’ecosistema.
L’autrice
Lidia Greco è professoressa ordinaria di Sociologia economica e del lavoro all’Università di Bari. Si occupa prevalentemente di cambiamento territoriale (regionale/urbano) e industriale anche in una prospettiva internazionale. Attraverso questa lente ha sviluppato diversi temi di ricerca all’intersezione tra persone, imprese e luoghi; mercato e politiche del lavoro; innovazione e tecnologie; istituzioni e governance. Ha esperienze di studio e ricerca all’estero. Segue il settore siderurgico e le vicende di Taranto da venticinque anni; su di essi ha scritto numerosi articoli scientifici.
