Di cosa parliamo?
Nel solco di Nova Gorica–Gorizia Capitale Europea della Cultura, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Sport della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e GECT GO, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli promuove STORIE DI CONFINE/BORDER STORIES.
Un ciclo itinerante di incontri tra Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste con ospiti di rilievo internazionale e un premio giornalistico europeo (candidature aperte fino al 9 febbraio) che intende dare un riconoscimento a reportage che sappiano cogliere nella relazione transfrontaliera un’opportunità di crescita e innovazione.
Storie di confine invita a riflettere sulla dimensione mutevole di confine: da limite fisico, geografico e sociale a “varco” per nuove dinamiche di convivenza, dialogo e sperimentazione culturale in grado di riconoscere le memorie complesse che caratterizzano le identità di frontiera.
Primo appuntamento a Gorizia il 17 febbraio alle ore 18.30 sul tema Confine politico, presso l’Auditorium Cultura Friulana
con la keynote lecture di
Stefano Bartolini, European University Institute
e gli interventi di
Angela Mauro, HuffPost,
Raoul Pupo, Università di Trieste.
Saluti istituzionali di Mario Anzil, vicepresidente Regione Friuli Venezia Giulia,
Massimiliano Tarantino, Direttore Fondazione G. Feltrinelli.
Modera
Jacopo Tondelli, Direttore Gli Stati Generali.
Jacopo Tondelli, Direttore Gli Stati Generali.
Leggi la scheda del libro
L’assalto dei revanscisti
Come risentimento, nazionalpopulismo
e autoritarismo sfidano l’ordine liberale
Il mondo è precipitato in una nuova e turbolenta epoca. Potenza contro potenza, classi contro classi, identità contro diritti: regimi autoritari e movimenti populisti sfidano l’ordine liberale costruito dopo la Guerra Fredda, trasformando il risentimento in progetto politico.
Torna la competizione tra super potenze, tornano le trincee, il protezionismo, la frammentazione, i nazionalismi, in un’ondata di erosione democratica.
Andrea Rizzi ricostruisce la genesi, l’intreccio e l’evoluzione di queste correnti globali che confluiscono in un vortice distruttivo. Ma all’assalto revanscista si può opporre la ribellione che unisce: quella dei cittadini che non cedono al nichilismo e costruiscono ponti invece di scavare abissi.

