Workshop

Il linguaggio del Silenzio \

Workshop in collaborazione con Triennale Milano \
Con Tara Manić 29 marzo 2026, ore 10.00
Viale Pasubio 5, Milano


29/03/2026 ore 10:00
Aggiungi al calendario 03/29/2026 10:00 Europe/Italy Il linguaggio del Silenzio \ Workshop in collaborazione con Triennale Milano \ Con Tara Manić 29 marzo 2026, ore 10.00 Viale Pasubio 5, Milano Viale Pasubio 5, Milano aWvIKHQmrzrzsRcNqmAj223240
Viale Pasubio 5, Milano Come arrivare
Ingresso libero, prenotazione consigliata

Di cosa parliamo?

Il Linguaggio del silenzio

Come può l’arte dare forma a ciò che è delicato, complesso o indicibile senza tradirlo?

Il ciclo di workshop Il Linguaggio del Silenzio, una collaborazione tra il Festival FOG Triennale Milano Performing Arts e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, nasce da questa domanda.

Il silenzio non è assenza, vuoto: è una lingua che ascolta, accoglie, prepara il terreno alla creazione.

Attraverso la scrittura drammaturgica e il movimento coreografico, i due laboratori esplorano modi diversi, ma profondamente connessi, di avvicinare la vulnerabilità, il trauma, la memoria, l’inconscio.

La drammaturgia lavora sul limite, sulla responsabilità, sulla cura necessaria per nominare ciò che ferisce senza riprodurre violenza.

Il gesto, invece, lascia che sia il corpo a parlare: un testo che affiora dal flusso, dal respiro, dal peso, dalla relazione con lo spazio.

Il silenzio diviene così un atto etico e creativo, una grammatica che unisce corpo e parola, distanza e contatto, visione e ascolto. Un luogo da abitare insieme.

Questo dittico di workshop invita a scoprire il silenzio come compagno di ricerca: una soglia da attraversare per trovare nuovi modi – più attenti, più essenziali, più veri – di creare e di raccontare.

 

Programma

Laboratorio  | La delicatezza come metodo 

Tara Manić
29 marzo 2026, ore 10.00
Sala Lettura

Con lo spettacolo How I Learned to Drive, parte del festival FOG Triennale Milano Performing Arts, la regista teatrale serba Tara Manić affronta temi estremamente difficili – violenza sessuale, trauma, abuso di potere – attraverso un linguaggio teatrale preciso, sobrio ed eticamente consapevole. A partire dalla pratica artistica e pedagogica dell’autrice, il laboratorio esplora come il teatro possa lavorare con materiali duri e dolorosi senza riprodurre violenza, sensazionalismo o ritraumatizzazione. Piuttosto che privilegiare il risultato finale, il workshop pone l’accento sul processo, sull’etica e sulle scelte artistiche, ed è rivolto a chi è interessato a esplorare temi legati alle esperienze delle donne, alla corporeità, alla vulnerabilità e al trauma nella pratica performativa contemporanea, concentrandosi sulla forma artistica come strumento di cura, distanza e responsabilità nei confronti sia degli interpreti sia del pubblico.

 

La regista Tara Manić è nata nel 1994 a Belgrado. Si è laureata e ha conseguito il master presso il Dipartimento di Regia Teatrale e Radiofonica della Facoltà di Arti Drammatiche di Belgrado. Le produzioni di Tara sono state presentate in numerosi festival in Serbia e all’estero, vincendo numerosi premi, tra cui il Premio per la migliore opera teatrale del festival, il Premio per la migliore attrice e il Premio per il miglior attore al 16° Festival Internazionale degli Attori di Banja Luka nel 2024. È artista associata del centro culturale e di produzione teatrale Heartefact, organizzazione multidisciplinare con sede a Belgrado: con l’obiettivo di rafforzare il settore culturale indipendente, Heartefact si dedica a promuovere un ripensamento creativo, critico e responsabile delle questioni e dei fenomeni artistici, sociali e politici emergenti a livello nazionale, regionale ed europeo. Heartefact sostiene nuovi modelli di produzione, cooperazione regionale e forme alternative di istruzione e organizza forum in cui la realtà culturale e sociale viene messa in discussione in modo critico in modo che lo spazio culturale e pubblico per tutte le persone sia diversificato, arricchito, reso vivace e più tollerante nei confronti delle differenze. 

 

Info

Durata: 3 ore  

Laboratorio gratuito per un massimo di 12 partecipanti

Il laboratorio si tiene in lingua inglese, ed è rivolto a persone interessate a esplorare temi legati alle esperienze delle donne, all’embodiment, alla vulnerabilità e al trauma attraverso le pratiche artistiche.

Il laboratorio è aperto a professionisti, artisti e studenti provenienti da diverse discipline – tra cui teatro, danza, performance, arti visive, cinema e campi affini. 

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Può interessarti anche 

Laboratorio | TITOLO IN DEFINIZIONE (*siamo in attesa di conferme dall’artista)
Marah Haj Hussein
2 aprile 2026, ore 11.00

Sala polifunzionale

 In occasione dello spettacolo Language: no broblem, parte del festival FOG Triennale Milano Performing Arts, l’artista Marah Haj Hussein propone un laboratorio dedicato ai metodi e ai processi creativi che guidano il suo lavoro. Unendo movimento e parola, il workshop prende avvio da una pratica fisica condivisa: i partecipanti saranno guidati in esercizi collettivi di danza e di composizione fisica, volti a sviluppare connessioni corporee in differenti configurazioni spaziali e a sperimentare forme di improvvisazione condivisa. A partire dall’esperienza fisica emergeranno successivamente la voce e il testo, integrati al movimento secondo un approccio che ne valorizza continuità, flusso e dinamica. Il testo verrà trattato come un elemento mobile, funzionale e complementare alla dimensione corporea, con l’obiettivo di superare la distinzione tra gesto e parola e di esplorarne le potenzialità espressive congiunte.

Marah Haj Hussein è una danzatrice, attrice e creatrice originaria di Kofor Yassif, nella Palestina occupata. Attualmente vive ad Anversa, dove nel 2021 ha conseguito la laurea triennale in Danza presso il Conservatorio Reale di Anversa e nel 2023 il master in Arte Drammatica presso il KASK di Gand. Fondendo queste due discipline, Marah sfida la delimitazione che separa il testo dal movimento, cercando al contempo possibili modi per consentire a entrambi di entrare nello spazio performativo. Nel suo lavoro, Marah indaga la definizione di lingua madre in un contesto multilingue, esplorando al contempo le dinamiche di potere tra le lingue. Con Language: no broblem Marah ha vinto il Roel Verniers Prize dell’Het Theaterfestival nel 2023, dove nel 2025 si è aggiudicata il premio per la performance più acclamata per gli under 35 ai prestigiosi The Sector Awards, organizzati dal festival di Anversa in collaborazione con in teatri NTGent, KVS e Toneelhuis. 

Info

Durata: 2 ore
Laboratorio gratuito previa registrazione, fino a esaurimento posti

Il laboratorio si tiene in lingua inglese, ed è rivolto a chiunque si senta a proprio agio e sia pronto a muoversi, lavorare con gli altri attraverso il contatto fisico e improvvisare sia con il testo che con il movimento. 


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