Viaggio nelle biblioteche che tengono vive le comunità


Articolo tratto dal N. 99 di Immagine copertina della newsletter

Mia figlia Viola ha quasi 11 anni ed è una grande e appassionata lettrice. Frequenta la biblioteca di via Valvassori Peroni, a Milano, nel quartiere Lambrate, ma ha anche una tessera della biblioteca di Novafeltria (RN), uno dei comuni dell’area interna dell’Alta Valmarecchia, a una decina di chilometri da San Leo, casa mia: una bambina insegna che i libri non si chiudono nei confini amministrativi, che il prestito bibliotecario può essere un modo per appartenere a più luoghi, che queste infrastrutture di comunità hanno un ruolo fondamentale ovunque e in particolare in quei territori in cui la libreria non c’è.

Dove la biblioteca fa comunità

Nel libro Appaesati (Radici Edizioni, 2025), Luca Di Lello racconta la trasformazione della Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino di Piedimonte Matese (CE), diventata a partire dai primi anni Duemila un “centro di aggregazione giovanile e un polo per studiosi.

Funziona a più livelli, magari facendoli incontrare, interagire e contaminare, rivelandosi anche un vero e proprio hub di idee, professionalità e condivisione di best practices”. Il libro stesso nasce da un ciclo di podcast promosso da un gruppo di giovani del Matese campano attivi all’interno di quello spazio. Per loro, “la biblioteca non è solo il luogo dei libri, è anche quello

del crocevia e dell’incontro”. Nel suo intervento, Luigi Arrigo – direttore della Biblioteca diocesana – la descrive come il primo spazio di questo tipo “realmente” aperto al pubblico in un raggio di cinquanta chilometri: usa le virgolette perché, come ha documentato anche Openpolis, nei Comuni periferici e ultraperiferici (cioè quelli più distanti dai centri di erogazione dei servizi essenziali, oltre 3mila in tutto) anche le biblioteche finiscono per esistere a singhiozzo, con orari di apertura ridotti o non programmati.

“In una settimana tipo […] più di una biblioteca su 4 nei comuni periferici ha aperto per un massimo di 12 ore. E mentre nei comuni polo il 16,3% delle strutture è aperto per oltre 40 ore a settimana, in quelli periferici e ultraperiferici la quota scende sotto al 5%” evidenzia un’analisi di giugno 2024, diffusa dall’Osservatorio povertà educativa #conibambini e realizzata da Openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. 

Immaginare uno spazio per il territorio

Indossando la lente del libro si riesce anche a capire che nelle aree interne la biblioteca è diventata e rappresenta anche un terreno di attivismo: a Casaglia, una frazione di Borgo San Lorenzo (FI) dove vivono stabilmente meno di trenta persone, nell’autunno del 2024 è nata una biblioteca volontaria, trasformando i locali dell’ex ufficio postale, usato per anni come magazzino.

I lavori di ristrutturazione sono iniziati nel mese di agosto e terminati grazie all’aiuto di un gruppo di volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo libero.

Le chiavi sono al circolo, l’altra istituzione del paese. Molti libri del catalogo sono arrivati in dono da tutta Italia, anche grazie al supporto del poeta e fotografo Emiliano Cribari, che nell’estate del 2024 pubblicò i suoi Diari casagliesi (oggi il secondo capitolo della trilogia I diari del libraio errante, Bottega Errante Edizioni, 2026) destinando tutti i proventi dell’autoproduzione a finanziare l’avvio di BiblioCasaglia, che due anni dopo continua a ospitare momenti di incontro e confronto, a partire dalle pagine di un libro. “L’idea ha intercettato un bisogno” sintetizza Cribari. 

Nelle Marche, in uno dei castelli che oggi compongono il territorio del Comune di Arcevia (AN), c’è invece una delle esperienze indipendenti più longeve, quella della Libera biblioteca di Avacelli. Antonella Marchi, che la gestisce e l’ha aperta insieme ad altri abitanti nel 2007, non tiene il conto di quanti libri vengono prestati in un anno. Formalmente, l’orario di apertura è un giorno a settimana ma in realtà i locali sono sempre accessibili.

In un’intervista di qualche anno fa con OrticaLab diceva: “L’ho immaginata come uno stimolo per il paese che, come molti altri, fatica a ragionare al futuro e sia gli incontri che le letture, in questo senso, possono rappresentare uno stimolo per l’apertura, un’opportunità per riattivarsi, per allargare la mente”.

È questo, probabilmente, che ha spinto Irene Bakkum – guida ambientale ed escursionistica – ad attrezzare un furgone per trasformarlo in Selvatica, una libreria nomade pensata in particolare per i bambini: la sua base è a Staffolo, in provincia di Ancona, ma si muove in tutte le Marche, con un’attenzione particolare all’area dei Monti Sibillini. I bambini hanno spazi per sedere all’interno del furgone e – guardandosi intorno – innamorarsi dei libri e della lettura. 

Bugnara (AQ), il paese che domina dall’alto la Valle Peligna, a pochi chilometri da Sulmona, la biblioteca non c’è mai stata, finché non ha immaginato di realizzarne una: il Centro studi “Nino Ruscitti”, nato nel dicembre 2021 e impegnato nella promozione di attività culturali, nella ricerca giuridico-amministrativa. Il fondo che ha dato vita alla biblioteca è una parte del patrimonio librario dell’avvocato Nino Ruscitti, scomparso nei primi mesi del 2020. Ne fanno parte testi di abruzzesistica e saggistica su temi di filosofia, sociologia, e diritto.  

Il Centro studi organizza da cinque anni la manifestazione Libri sotto le stelle, portando in paese autori da tutta Italia. L’obiettivo? Lo scambio di idee. Nel 2024, intanto, la biblioteca di Bugnara è stata inserita nell’Anagrafe delle Biblioteche Italiane: è una delle 275 censite a fine 2025 in Abruzzo, una delle regioni più povere da questo punto di vista. Ne hanno di meno solo Valle d’Aosta (72), Molise (118), Basilicata (174) e Umbria (274).   

La “casa di tutti”

A guidare la classifica è la Lombardia, dove sono oltre duemila. Qui, le biblioteche provano a rispondere a bisogni ulteriori, come quella di aprire la casa dei libri a tutte e a tutti.

Alessia Cesana, in un reportage per Altreconomia dalla biblioteca di Baggio, quartiere alla periferia nord-ovest di Milano, racconta che nello spazio oggi “si riparano le persone senza dimora che vivono nel [vicino] parco, che arrivano anche a essere venti o trenta”. Possono sostare nella stanza attrezzata con consolle e joystick, che è pensata anche per attrarre i più giovani, gli adolescenti.

Scrive Cesana: “Un tetto, un bagno, la connessione a internet, una presa della corrente, una temperatura adeguata sono comodità che possono passare inosservate, ma non sono scontate. Qui se ne può usufruire e non c’è problema se si appoggia la testa su un banco per qualche minuto”. La biblioteca come “casa di tutti”, citando Antonella Agnoli.  


La rubrica Timeline Italia nasce dalla collaborazione tra PUBBLICO e Groupama Assicurazioni, nell’ambito del percorso di ricerca che Fondazione Giangiacomo Feltrinelli dedica alla società italiana e alla trasformazione delle sue classi sociali, sviluppato attraverso la pubblicazione dell’Annale – in uscita a dicembre 2026 – e le iniziative pubbliche collegate.

Dal 18 luglio 2026, in sei puntate, un approfondimento mensile per indagare i cambiamenti del tessuto sociale italiano, le questioni demografiche, economiche e culturali che contribuiscono a ridisegnare le geografie sociali del nostro Paese.