Enciclopedia
Il sapere come scelta, il sapere come impresa collettiva
Di Jean-Baptiste d’Alembert

A cura di David Bidussa

Con una riflessione di Gianrico Carofiglio


Il testo

Inizialmente percepita negli ambienti tradizionalisti come una minaccia ai valori e agli interessi della società aristocratica e religiosa, l’Encyclopédie promossa da Diderot e D’Alembert è considerata “l’opera di una società di letterati” che raccoglie tutto il sapere umano.

L’enciclopedia è oggi quel tipo di strumento che consente al suo lettore di essere aggiornato e, contemporaneamente, di renderlo libero, di non vincolarlo a un contenuto. Si presenta – ben ci insegna Wikipedia – come un servizio collettivo per la comunità. Ma l’enciclopedia è un’altra cosa. A differenza di un dizionario, che deve fornire i significati senza sceglierli, l’enciclopedia indica una struttura soggettivamente preposta e presentata dal curatore. Dietro la semplice concezione dell’opera c’è un nuovo approccio al sapere, “un ponte lanciato tra il passato e l’avvenire”.

Enciclopedia è contrattazione intersoggettiva, costruzione per differenze, impresa collettiva inspirata da un ragionevole senso comune e che punta a definire un insieme di significati e di valori condivisi. Non è solo informazione, è anche valutazione.

Il seguente volume digitale include il Discorso preliminare, seguito dal Propectus di Jean-Baptiste d’Alembert.


Gli autori

Jean-Baptiste d’Alembert (1717-1783). Fra i maggiori esponenti del pensiero illuministico francese, d’Alembert occupa un posto importante nella storia della letteratura, della meccanica, della matematica, dell’astronomia e della filosofia. Nel 1741, a soli 24 anni, entra all’Académie des Sciences; tra il 1743 e il 1751 scrive una serie d’importanti opere scientifiche, culminate nella direzione (1747), assieme a Diderot, dell‘Encyclopédie di cui scrive il Discours préliminaire (1751), e numerosi articoli tra cui: “Dinamica”, “Elementi delle scienze”; “Geometra”, “Gravitazione”; “Newtonismo”; “Sperimentale” e, soprattutto “Ginevra”, ispirato da Voltaire, che gli valse le proteste di J.J. Rousseau (Lettera sugli spettacoli).

David Bidussa, storico sociale delle idee. Dal 1989 al 2015 è stato direttore della Biblioteca e dal 2015 al 2018 direttore editoriale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, dal 2018 è consulente editoriale della Fondazione. Nel 2016 è stato tra i fondatori e coordinatori del progetto di Master in Public History dell’Università Statale di Milano e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Dal novembre 2020 membro del comitato scientifico di Rai Storia.

Gianrico Carofiglio pubblico ministero, specializzato in indagini sulla criminalità organizzata. Nel 2007 è nominato consulente della commissione parlamentare antimafia e dal 2008 al 2013 è senatore della Repubblica per il Partito Democratico. Esordisce nella narrativa con Testimone inconsapevole (Sellerio 2002) Tra i saggi si segnalano La manomissione delle parole (Rizzoli 2010), da cui è tratto uno spettacolo teatrale da lui stesso interpretato, Con parole precise. Breviario di scrittura civile (Laterza 2015), il libro-intervista Con i piedi nel fango (con Jacopo Rosatelli, Gruppo Abele 2018) e Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose (Feltrinelli 2020). I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.

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Autore/i: Jean-Baptiste d’Alembert
Editor: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Luogo di edizione: Milano
Collana: Utopie
Anno di pubblicazione: 2021
Tipo di materiale: Monografia
ISBN: 978-88-68354275
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