22-07-2020 15:00

Stagione alternativa 2019/2020

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La crisi legata al diffondersi del virus COVID-19 ha mostrato con chiarezza le disuguaglianze e le sfide che attraversano il mondo educativo. In Italia sono emerse con maggiore evidenza le ferite aperte di un Paese in profonda sofferenza e, dalla crisi del 2008, sempre più marcato da forti disparità. Ora, a causa delle difficoltà di questa fase, molti degli indicatori del malessere potrebbero registrare un nuovo peggioramento. Ad esempio, è prevedibile che si verifichi un aumento nel numero di abbandoni scolastici, che si spiega anche a partire dai dati MIUR sulla DaD di questi mesi secondo i quali oltre 1.6 milioni di studenti non siano stati raggiunti dalle videolezioni. La precipitosa introduzione della didattica a distanza per sopperire all’arresto forzoso della didattica in presenza non ha potuto evitare che si verificasse – anche nelle case in cui essa è arrivata – un rallentamento educativo e degli apprendimenti, che si deve alla mancanza di incontro, cooperazione ed esperienza quali elementi fondamentali per la chimica della crescita. Il bilancio è tanto più duro quanto fragili sono le categorie colpite: in particolar modo disabili, figli di immigrati, ragazzi a rischio devianza, categorie che più di altre necessitano di piani educativi personalizzati e di un contesto di socializzazione esterno al perimetro famigliare. In questa condizione di grave emergenza si fa strada l’urgenza di portare all’attenzione del dibattito pubblico gli effetti intergenerazionali di questa crisi. Occorre ragionare con forza e attenzione sulle strategie che è opportuno mettere in campo da subito e nei prossimi mesi per rafforzare le reti territoriali che garantiscono opportunità educative per il contrasto alla povertà culturale ed economica, per l’inclusione sociale, per l’occupabilità. Occorre confrontarsi e proporre idee, strumenti e alleanze inedite che siano in grado di disegnare un nuovo ruolo dell’educazione nei territori, contando su istituzioni, terzo settore, cittadinanza e imprese. Occorre ragionare su come abilitare delle safety net multi-attoriali che siano in grado di tenere nel sistema chi altrimenti ne viene espulso, per offrirgli migliori strumenti di emancipazione e integrazione. A tale proposito emerge la questione delle strategie di governance e delle alleanze che rendono possibile la realizzazione di interventi integrati ed efficaci.
Domande

• Cosa significa restituire centralità alla scuola e più in generale all’educazione nelle politiche di sviluppo territoriale? Come si porta l’educazione, la cultura e la conoscenza nei contesti che più di altri soffrono bassi tassi di partecipazione culturale, occasioni di socializzazione, aggregazione, formazione e professionalizzazione?
• Come si contrasta l’abbandono scolastico, con quali interventi e modelli di governance? Quali strategie è possibile adottare per inserire in una rete di socializzazione i ragazzi più fragili e a rischio abbandono?
• Quali alleanze educative è possibile costruire per dare vita ad un sistema educativo integrato sul territorio? Come costruire una rete per promuovere inclusione e occupabilità dei giovani? Quali alleanze tra imprese locali, terzo settore, cultura ed ente pubblico?


Interverranno Annapaola Specchio, Save the Children e  Simona Rotondi, Con I Bambini impresa sociale


 

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