08-07-2020 10:00

Streaming di ricerca: Contemporaneità: territori



Per partecipare al Webinar, clicca qui


La chiusura delle scuole ha prodotto un autentico terremoto che ha scombussolato pratiche didattiche antiche e consolidate. Le scuole, per necessità, si sono trovate costrette a cambiare in poco tempo e, nonostante le numerose difficoltà che questo cataclisma ha comportato, in particolare per i più svantaggiati, da questo shock può emergere l’occasione per innovare le modalità tradizionali del “fare scuola”. Proprio mentre la task force nominata dal MIUR e guidata da Patrizio Bianchi è intenta a ripensare l’anno scolastico che comincerà a settembre, è necessario guardare alle molteplici dimensioni dell’istruzione pubblica che possono venire trasformate in questa fase: il numero di studenti per classe, le condizioni dell’edilizia pubblica, l’uso degli spazi e la diffusione della didattica, le modalità e i programmi di insegnamento, l’uso delle tecnologie digitali, ma anche materie e programmi d’insegnamento e l’organico complessivo dei docenti, in termini di numeri assoluti, preparazione, selezione, retribuzione. Nei mesi a venire, a causa di un’esternalità con cui si è obbligati a fare i conti, molte cose nella scuola dovranno cambiare ed è necessario domandarsi in quale direzione è opportuno innovare le forme, gli approcci e i contenuti d’insegnamento. Pensare la scuola come un sistema integrato che guarda simultaneamente alle nuove competenze, alle aspirazioni e alle capacità individuali, permette di interrogarsi su come riformare le classi sovraffollate per fare una scuola diffusa e senza muri; su come innovare i programmi e la didattica, puntando su cooperazione e attivismo; su come rivedere gli strumenti della valutazione, facendo lo studente protagonista di attività auto-riflessive. Molti sono temi storici, ma non per questo desueti, in quanto la fase attuale presenta in modo inedito l’occasione per una trasformazione ambiziosa che abbia di mira il rinnovamento della scuola quale istituzione fondamentale per la vita di tutti i cittadini.

Domande

  • A quale idea di educazione guardare all’indomani dell’emergenza COVID-19? Quali strumenti, linguaggi e approcci utilizzare nei rapporti scolastici tra alunni e professori?
  • Come immaginare nuovi spazi e ambienti per fare educazione? Come è possibile immaginare una nuova edilizia scolastica a favore dell’apprendimento in sicurezza? Come organizzare una scuola diffusa non solo per l’emergenza ma anche per il domani?
  • Quali sono le riforme didattiche da considerare prioritarie? In che direzione rivedere le materie di insegnamento e i programmi? Come potenziare didattica attiva, cooperativa, laboratoriale?

Programma


10.00 – 10.10
Apertura dei lavori

10.10 – 10.25
Intervento di scenario
Elisabetta Mughini, INDIRE

10.25 – 10.40
Caso studio
Daniele Barca
, DS Istituto Modena 2

10.40 – 12.20         
Dibattito e confronto

12:20-12.30

Q&A pubblico

La Fondazione ti consiglia
pagina 83635\