La scuola, diceva Piero Calamandrei, è l’«organo centrale della democrazia», attraverso il quale la Repubblica diffonde la cultura e il senso civico che soli consentono al progetto costituzionale di camminare sulle gambe dei suoi giovani e realizzarsi.

Una Repubblica fondata sulla scuola, oltre che sul lavoro, ci dovrebbe vedere impegnati – come cittadini e come organizzazioni – a offrire opportunità di crescita alle ragazze e ai ragazzi. Ci dovrebbe vedere impegnati a essere una società capace di fare “educazione diffusa”, sconfinata, fuori dalle mura scolastiche.

Una società in cui la cultura e le istituzioni culturali possano essere parte integrante di un’offerta educativa distribuita sul territorio, concorrendo alla messa a disposizione non solo di contenuti ma anche di spazi fisici di relazione e condivisione, di costruzione e co-costruzione del sapere, di apprendimento personale e collettivo. Una società educante, quindi, che sappia offrire a tutti i suoi cittadini esperienze autentiche di emancipazione e presa di coscienza, attraverso un’infrastruttura materiale e immateriale che si avvalga del contributo di tutte le agenzie educative e di tutti gli attori locali, incluso il settore privato.

In queste settimane di distanziamento sociale, il web è stato una risorsa straordinaria, ma oggi possiamo pensare anche ad altre reti, per un sistema integrato dei servizi educativi, partendo da una maggiore porosità tra scuola e territorio, tra aule e sale di lettura, tra cortili e teatri, così da strutturare uno scenario di policentrismo formativo di cui sentirci tutti orgogliosamente responsabili.

Di fronte a uno scenario nazionale in cui milioni di bambini e ragazzi rischiano un serio rallentamento del percorso educativo e sembrano restare ancora ai margini delle priorità pubbliche, crediamo che si possa partecipare tutti alla ripartenza della scuola.

Che insieme si possa sostenere la sua missione educativa all’insegna di un nuovo patto della conoscenza in cui le istituzioni, il terzo settore, gli attori del mondo formativo, culturale e imprenditoriale lavorino di concerto per offrire ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze, opportunità di incontro, luoghi di apprendimento, occasioni di curiosità, palestre di cittadinanza, laboratori per scoprire e allenare talenti. Una rete estesa e a maglie strette che li aiuti a catturare quante più esperienze possibili per farne tesoro nel cammino che li aspetta.

Parafrasando il testo di una famosa canzone, la scuola siamo noi, nessuno si senta escluso.

Qui di seguito proponiamo una raccolta di interventi, conversazioni, approfondimenti storici e di ricerca con cui in queste settimane abbiamo ragionato di scuola e di futuro dell’educazione.