Ricercatrice Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Lo scorso anno, il 2015, è stato per la città di Milano un anno unico per diversi aspetti. È stato, infatti, l’anno di EXPO, ma anche l’anno in cui questa città si è occupata di cibo in maniera sistematica e innovativa, sia in ambito locale, sia sul fronte internazionale. In merito al primo aspetto, a partire da domande semplici quali “come mangia Milano? Tutti i cittadini hanno cibo sufficiente? Quanto si spreca nella realtà quotidiana?” sono stati chiamati a raccolta esperti, istituzioni e cittadini per riprogettare le regole del sistema alimentare milanese in un’ottica di sostenibilità. Uno sforzo, questo, che si è concretizzato nella definizione della Food Policy di Milano, completa di linee d’indirizzo per il periodo di riferimento 2015-2010.

Sul piano internazionale, invece, Milano si è impegnata in prima linea barley-field-8230_960_720per la definizione del primo patto internazionale sulle politiche alimentari urbane, il Milan Urban Food Policy Pact che comprende un Quadro d’azioni articolato in trentasette obiettivi e proposte per la città.

Il percorso che ha portato alla definizione della food policy cittadina, ma anche del Milan Urban Food Policy Pact e delle azioni che scaturiscono da ciascuna delle due iniziative, è derivato da un’ampia riflessione su questioni di fondo gravitanti intorno ai temi dello sviluppo urbanistico equilibrato, della lotta senza riserve allo spreco alimentare, dell’organizzazione di servizi adeguati per l’accesso e la distribuzione delle risorse alimentari e per la raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Per loro natura, i processi di costruzione della Food Policy di Milano e del Milan Urban Food Policy Pact racchiudono alcuni importanti elementi che sono stati propri della Carta di Milano. Più precisamente:

  1. nel caso della Food Policy di Milano, i cittadini sono stati il cuore dell’iniziativa, essendo i soggetti di un importante processo di consultazione; la stessa centralità emerge anche nella Carta di Milano, dove i cittadini sono stati interlocutori attivi e attori fondamentali per l’assunzione delle responsabilità collettive per la realizzazione del diritto al cibo;
  2. nel caso della redazione del Milan Urban Food Policy Pact, l’impegno della città di Milano si è concretizzato anche attraverso la collaborazione con esperti di cibo, sicurezza e sostenibilità alimentare di importanti istituzioni, cosa che ha caratterizzato anche il processo partecipato che ha portato alla redazione della carta di Milano.

Specificamente in merito al Milan Urban Food Policy Pact, però, le affinità con la Carta di Milano non si fermano qui: infatti, pur rappresentando entrambi un obiettivo di altissimo valore raggiunto, non sono la fine di un percorso, bensì lo stimolo a nuovi obiettivi affinché a quanto già fatto sia data concretezza e sostenibilità.

Ecco, quindi, che un rinnovato impegno è ora richiesto per la definizione di priorità, declinate secondo le particolarità territoriali che caratterizzano il tessuto urbano del nostro Paese e che vedano l’effettiva collaborazione di tutti i soggetti, pubblici e privati, che si sono resi protagonisti nei mesi scorsi.

La definizione di linee guida per agevolare e rendere coerente ed efficiente il processo di implementazione degli impegni assunti sia nella Carta di Milano sia del Milan Urban Food Policy Pact, è stata auspicata da più parti, così come l’implementazione del cosiddetto modello della «tripla elica», basato sul sistema di relazioni che si sviluppa tra ricerca e formazione, settore privato/impresa e pubblica amministrazione/istituzioni.

Al via, quindi, la nuova fase.

Bianca Dendena
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli


Consigli di Lettura

20 IDEE PER IL POST-EXPO

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L’ebook 20 idee per il Post Expo è il frutto del lavoro dei ventisei tavoli tematici che il 10 ottobre 2015 hanno discusso e definito nell’Auditorium dell’Esposizione universale di Milano i lineamenti delle eredità di Expo 2015. Le tipologie di progetti in gioco sono tre: progetti che sono incentrati sui saperi e sul sapere; progetti incentrati sul saper fare; progetti incentrati sul fare.

Le idee fondamentali, articolate in priorità operative e priorità di approfondimento e ricerca, delineano un quadro di grande complessità che risponde con coerenza alla pluralità delle eredità, distinte fra loro anche se connesse e interdipendenti. Il metodo adottato il 10 ottobre è affine a quello che ha dato buona prova di sé il 7 febbraio all’Hangar Bicocca, nel grande evento che ha dato l’avvio alla redazione della Carta di Milano.

Salvatore Veca

Coordinatore scientifico della Carta di Milano, curatore scientifico di Laboratorio Expo

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MILAN URBAN FOOD POLICY PACT.
SELECTED GOOD PRACTICES FROM CITIEScover

Il Milan Food Policy Pact è stata un’esperienza unica per la città di Milano. L’ebook, pubblicato per la collana utopie da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, raccoglie opinioni, pensieri e soluzioni relative a quell’esperienza.

A partire da domande semplici quali “come mangia Milano? Tutti i cittadini hanno cibo sufficiente? Quanto si spreca nella realtà quotidiana?” sono stati chiamati a raccolta esperti, istituzioni e cittadini per riprogettare le regole del sistema alimentare milanese e renderlo migliore in un’ottica di sostenibilità.

CLICCA QUI per scaricare l’ebook

 

 

 

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