Scopri il progetto


La comunità internazionale ha recentemente assunto impegni di grande rilievo in tema di ambiente e sviluppo, sia per la portata degli accordi che per l’adesione che questi hanno ottenuto.  Si ricordano in particolare alcuni eventi fondamentali avvenuti nel corso del 2015, quali il lancio degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), l’Agenda 2030 e la COP21, durante la quale è stato siglato l’Accordo di Parigi. L’accordo, universale e vincolante, è stato adottato da 195 paesi e prevede per la prima volta nella storia un piano d’azione globale sul clima mondiale. In quest’ottica, l’impegno transnazionale e a lungo termine di limitare l’utilizzo di carboni fossili assume un ruolo centrale. Il processo di decarbonizzazione diventa oggi quindi fondamentale per promuovere azioni concrete di mitigazione dei mutamenti climatici, mirate al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

L’Osservatorio su Idee e Pratiche per un Futuro Sostenibile nell’ambito dell’area di ricerca Globalizzazione e Sostenibilità della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli promuove in collaborazione con Eni il progetto “Energia che trasforma. Opportunità e sfide sociali del processo di decarbonizzazione”. Il progetto si configura come un percorso di analisi del processo di conversione energetica per la costruzione di modelli produttivi e di utilizzo delle risorse decarbon in un’ottica di cooperazione e di impegno collettivo che trascende i confini nazionali.

La ricerca, condotta con approccio interdisciplinare, approfondisce un processo in atto da molto tempo, concentrandosi su tre grandi temi da analizzare congiuntamente: la produzione di conoscenza rigorosa sulle varie fasi evolutive e di transizione low-carbon, comunicabile anche a un pubblico non specializzato; la riflessione sulle opportunità emergenti in termini di sviluppo economico e nuove professionalità, in particolare per le nuove generazioni; la mappatura e l’analisi di politiche in materia energetica in un’ottica transnazionale. Obiettivo principale del progetto è mettere in evidenza i nuovi scenari che modelli alternativi di approvvigionamento, distribuzione e utilizzo dell’energia pongono in termini sociali, economici e politici.

Lo sviluppo delle attività sarà condotto su un arco temporale di circa 10 mesi, tra gennaio e ottobre 2019, da università e centri di ricerca i cui contributi diverranno parte di uno studio di natura multidisciplinare curato da Fondazione Feltrinelli in collaborazione con un comitato scientifico di riferimento composto da esperti afferenti a diversi ambiti di specializzazione.  In seguito all’avvio del progetto si svolgeranno due workshop intermedi che saranno l’occasione per allargare la riflessione ad altri esponenti del mondo della ricerca e dell’industria sui temi oggetto dell’analisi nonché per discutere dell’avanzamento della ricerca.

Il percorso di ricerca, la cui conclusione è prevista per ottobre 2019, avrà come esito un set di pubblicazioni che restituiscano il lavoro svolto e che saranno presentate in un’occasione pubblica presso la sede della Fondazione Feltrinelli.

 


Scopri i temi


  1. Information divide – A matter of trust and knowledge

Affinché si crei una maggiore consapevolezza sul tema della questione energetica, sulle sue ricadute concrete e sui suoi sviluppi futuri in modo che questa consapevolezza possa diventare, a sua volta, leva per la creazione di una vera e propria domanda pubblica di avanzamento verso modelli energetici meno impattanti sull’ambiente, occorre restituire i progressi della ricerca scientifica in materia in modo chiaro e leggibile, esplorando il concetto di decarbonizzazione e dando evidenza delle sue implicazioni economiche, ambientali, politiche e sociali sia guardando all’evoluzione dell’impiego delle energie rinnovabili, sia all’innovazione associata all’impiego delle energie fossili.

 

  1. Generation divide – A matter of opportunity

La decarbonizzazione evidenzia due temi strettamente interconnessi su cui sarà sviluppata un’analisi approfondita: da un lato, il tema delle competenze e dei profili professionali richiesti in futuro dalle nuove nicchie del settore energetico, dall’altro il tema della necessità di definire percorsi formativi in linea con le aspettative e le necessità che si vanno delineando, sia per quanto riguarda la formazione di nuove risorse, sia per il reskilling di professionalità al momento inserite in un panorama lavorativo in profonda e rapida trasformazione. Questa riflessione si estende a identificare i soggetti a cui lo sviluppo di questi percorsi formativi sarà in carico, esplorando possibilità e responsabilità dell’attore pubblico e di quello privato, così come le loro complementarietà e le opportunità di sinergie tra i due.

  1. Action divide – A matter of evaluation

La mappatura e l’analisi delle politiche in materia energetica sono funzionali a evidenziare e analizzare limiti e opportunità dell’azione politica in questo senso, anche alla luce delle possibilità di sviluppo di iniziative a matrice comunitaria che tracciano modelli alternativi di approvvigionamento, distribuzione e utilizzo dell’energia. Centrale in questo percorso di ricerca è l’analisi dei meccanismi di governance che sottendono alle politiche energetiche guardando alla funzione degli stakeholder in gioco, siano essi pubblici e privati, che intervengono nei processi di decision making al fine di comprenderne le interrelazioni, le sinergie e le influenze reciproche anche in un’ottica di possibile innovazione istituzionale specifica per il settore energetico.


L’Osservatorio su idee e pratiche per un futuro sostenibile


Una piattaforma di discussione multidisciplinare e multi-attoriale finalizzata a comprendere come possa essere promossa una cultura della sostenibilità funzionale a una trasformazione dei modi di produrre, consumare, convivere e garantire un’alta qualità della vita per tutti. L’Osservatorio si propone di indagare gli impatti delle principali trasformazioni relative ai modelli di produzione, consumo e approvvigionamento di risorse, così come i luoghi, i paesaggi e le trame territoriali investiti da tali trasformazioni, senza trascurare le pratiche che prendono forma in nuove economie di matrice comunitaria.

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