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Cultura, creatività, insieme a innovazione, lavoro culturale e cognitivo, economia della conoscenza, nuove competenze, sono alcune delle parole che ricorrono da qualche tempo nelle descrizioni di chi si occupa di imprese culturali, industrie creative e di produzione contemporanea. Cultura e creatività si stanno, infatti, addensando sempre di più di nuovi significati, che hanno a che fare con processi che portano all’innovazione e con quelle attività legate alla conoscenza che non sono più solo riconducibili alle pratiche del turismo e del consumo, ma anche, e con sempre maggiore consapevolezza, a quelle della produzione, del lavoro e, conseguentemente, della formazione e dell’apprendimento.

Creatività e cultura sono diventate negli ultimi anni gli attributi di una serie di attività produttive capaci, da un lato, di produrre valore economico e delineare nuovi profili professionali e, dall’altro, di incidere sugli spazi della città, di avvalersene e di modificarli, spesso innestandosi in quelli che erano stati gli spazi della produzione artigianale