La liberazione sessuale

Pannello 7

Ultimi tra i movimenti a entrare sulla scena, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio del decennio successivo, il Women’s Liberation Movement e il Gay Liberation Movement “capitalizzano” la rivoluzione del gusto e della comunicazione degli anni precedenti. È spesso presente l’urgenza pedagogica interna: A woman’s work is never done, As you become a woman. La grafica delle loro pubblicazioni è la più composita dal punto di vista stilistico. La rappresentazione dei corpi e di una sessualità disinibita diventa esplicita, ma non exploitative – cosa che invece le donne rimproveravano ad altre componenti e pubblicazioni del Movement – come nel “volantone” multicolore, graficamente di grande effetto, o nella lineare copertina di Women, o nella copertina caratterizzata da un intento sì caricaturale ma non offensivo (di un maestro dei fumetti, Robert Crumb, su uno dei giornali più importanti della controcultura, il Berkeley Barb). Viene impiegata sia una stilizzazione molto libera (anche dei caratteri disegnati) nelle copertine (Off Our Back, Women, Win, Up from Under), sia la fotografia con funzione declaratoria (Come Out), sia una grafica improntata alla cultura mistico-psichedelica dell’LSD, come quella del mandala di Rat.

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