Lavoro e società

Pannello 5

Nella pubblicistica operaia e sindacale novecentesca, a partire dai giornali dell’Industrial Workers of the World di inizio secolo, vignette e caricature hanno sempre avuto un posto di rilievo: una classe operaia etnicamente e linguisticamente composita riceveva una parte dei suoi messaggi politici attraverso la semplificazione e la sintesi delle immagini. Rappresentazioni del lavoro che sembrano trasportate di peso dalla grafica Art decò degli anni Trenta europei (San José Maverick) coesistono con disegni graficamente complessi (America the beautiful, Door), caricature (il ricco grasso e avaro che saluta da nazifascista la sua bandiera, il dollaro, Movement) e elaborazioni grafiche floreali (Radicals in professions, Radical education project) che provengono direttamente dalla pubblicistica underground. Non manca il ricorso alla simbologia più tradizionale: qui, il martello del lavoro che schiaccia il capitale sull’incudine della classe operaia, su uno squillante fondo rosso; altrove i pugni chiusi e le bandiere rosse. Le novità sono l’opposizione alla guerra (a cui il movimento sindacale arriva solo a fine decennio); l’attenzione per i temi ambientali (le malattie prodotte dal lavoro in fabbrica, Wildcat); gli effetti nefasti del consumismo, la solidarietà del lavoro, la preoccupazione per l’ambiente, che ritroviamo in una sintesi graficamente efficacissima in una delle più famose copertine di Ramparts.

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