I periodici polacchi: dai primi spazi di libertà alla clandestinità

Pannello 4

 

«Il nostro lavoro era appena iniziato quando, in seguito al colpo di Stato militare del dicembre 1981, l’organizzazione di Solidarność fu messa al bando e fu proclamata la legge marziale. A quel punto l’obiettivo principale divenne quello di salvare più materiale possibile dalla confisca e dalla distruzione.»

Testimonianza di Francesca Gori in K. Jaworska, C. Simiand (a cura di), Solidali con Solidarność. Torino e il sindacato libero polacco, Franco Angeli, Milano 2011

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli mostra un vivo interesse verso quanto sta avvenendo in Polonia nella consapevolezza della portata storica del movimento sindacale. Data l’incertezza della situazione sociale cui deriva la necessità di preservare i documenti di Solidarność, nell’autunno del 1981 viene inaugurato il fondo.

La raccolta di giornali, volantini, riviste e libri è sottoposta al vaglio degli intellettuali polacchi Bronisław Baczko, Krzysztof Pomian e Aleksander Smolar.

Il fondo si compone di periodici ufficiali pubblicati fra il 1976 e il 1981, volantini delle proteste operaie del 1976, bollettini, periodici e documenti di Solidarność nel biennio 1980-1981.

 

Il fondo rappresenta il primo nucleo della raccolta di materiali che si arricchisce negli anni novanta con gli archivi dei Comitati di Solidarietà con Solidarność di Torino e del Veneto, venendo così a costituire la più importante raccolta di documenti su e di Solidarność nell’Italia settentrionale.

 

I documenti del Comitato di Solidarietà con Solidarność in Italia si trovano a Roma, e sono presenti solo marginalmente nella raccolta, così come non vi rientrano le iniziative a sostegno di Solidarność promosse da altre associazioni.

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«A partire dall’inverno del 1977, diversi studenti italiani, entrati in contatto a Varsavia con gli ambienti del dissenso polacco, iniziarono a portare di nascosto nel proprio paese volantini e pubblicazioni clandestine. In particolare, i primi bollettini del KOR furono trafugati per essere esposti nella mostra sul samizdat (testi autoprodotti per aggirare la censura) organizzata, in quell’anno, a Venezia nella cosiddetta Biennale del dissenso. Finita la mostra, questi materiali furono riconsegnati ai proprietari. Un consistente numero di essi furono depositati a Firenze, dall’autunno del 1978, nella soffitta dell’Istituto Gramsci Toscano. Nel 1981, lo storico Giuliano Procacci e Francesca Gori acquisirono questo materiali per farne il primitivo nucleo dell’Archivio polacco della Fondazione G. Feltrinelli.»

Francesco M. Cataluccio, all’epoca responsabile del fondo polacco della Fondazione G. Feltrinelli, Milano


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