Il sostegno ai detenuti politici

Pannello 10

 

La verità è immutabile. Non si riesce a distruggere una verità né con una imposizione né con una legge. Jerry Popieluszko

31 ottobre 1982, durante la Santa Messa

Subito dopo il 13 dicembre 1981 vengono internati 4.000 sindacalisti di Solidarność.

In tutta Europa si svolgono manifestazioni di protesta e appelli a favore degli arrestati.

Grazie ai viaggi degli attivisti dei comitati del Piemonte e del Veneto giungono in Italia informazioni sulle condizioni loro e delle famiglie.

Il 23 dicembre 1982 sono liberati quasi tutti i prigionieri politici. Cinque membri dell’ex KOR (Comitato di difesa degli operai) e sette dirigenti di Solidarność vengono arrestati subito dopo il rilascio con le accuse di tentativo di abbattimento con l’uso della forza del sistema socialista vigente. La notizia suscita molto clamore e spinge le organizzazioni sindacali alla mobilitazione attraverso manifestazioni, invio di lettere di protesta, appelli pubblici.

Nel luglio 1984 viene proclamata l’amnistia, che rimette in libertà i detenuti, ma, subito dopo, sono nuovamente arrestati Bogdan Lis, Adam Michnik e Władysław Frasyniuk, condannati a 2, 5 e 3 anni.

La legge marziale è revocata il 22 luglio 1983, anche se molti prigionieri rimangono in carcere fino all’amnistia generale del 1986.

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Di seguito viene proposta la digitalizzazione della bacheca del secondo pannello della mostra, allestita con un manifesto tratto, due fotografie e una vignetta.

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Noi crediamo necessario sottolineare ulteriormente la gravità della situazione in cui versa la nazione polacca in questo difficile momento; ogni aiuto che, per vostro tramite, potrà giungere in Polonia da parte della sua Azienda costituirà una prova tangibile della solidarietà del popolo italiano e dell’interessamento alle sorti della Polonia da parte degli imprenditori italiani.

 

dalla lettera-tipo del 22 marzo 1982 inviata alle aziende del Piemonte da Barbara Stasiowska Randone a nome del Comitato aiuti per la Polonia (Fondo Solidarność Fond. Feltrinelli)

 

 

Di che cosa c’è più bisogno in questo momento? Molte volte ci è pervenuta da parte dell’Episcopato Polacco la richiesta di stoffe di qualsiasi tipo, anche piccoli tagli di stoffe per cucire i vestitini per i bambini negli orfanotrofi. Manca anche il filo da cucire, gli aghi per cucire a mano e a macchina.

Se possiamo suggerire qualche cosa pensiamo che potrebbe essere utile occuparsi di trovare queste stoffe utilizzando anche i campioni, interessando le fabbriche, utilizzando le cose che non servono più in casa ecc.

Di questo potrebbe interessarsi una parrocchia, degli alimentari un’altra.

 

dalla lettera di Joanna Burakowska a Don Ermis Segatti del 12 dicembre 1983 (Fondo Solidarność Fond. Feltrinelli)

Consigli di lettura

 

Solidali con Solidarnosc. Torino e il sindacato libero polacco. Di seguito la Fondazione propone in formato cartaceo un volume edito da Franco Angeli che riflette sulla vicenda di Solidarność, e ne studia le ripercussioni sul contesto italiano.

 

Copertina del libro Solidali con solidarnosc

 

La storia di Solidarnosc fuori della Polonia non ha tuttora esaurito l’attenzione degli storici. La solidarietà politica, sociale e culturale rapidamente acquisita in Europa e nel mondo e ampliata dopo il colpo di Stato del 1981, che pose il sindacato libero fuori legge in patria, fornisce ancora nuove testimonianze e riflessioni su quella straordinaria vicenda.
Di particolare interesse il rapporto che si instaurò a Torino con le grandi organizzazioni sindacali confederali e le problematiche che ne derivarono. In un contesto di forte conflittualità sociale, i lavoratori e i sindacati torinesi espressero, pur talvolta con reticenze e diffidenze, slanci di generosa e autentica solidarietà che li legarono idealmente e concretamente a molti polacchi.

 

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