I giovani prendono la parola

Capitolo 7

 
Una ribellione generazionale
 
Il concerto di Woodstock del 1969 rappresenta il momento festoso di un percorso iniziato alcuni anni prima nei campus statunitensi. I giovani irrompono come soggetto della storia sulla base della presa di coscienza dei problemi della società e della maturazione della consapevolezza circa le proprie specificità rispetto al mondo degli adulti.È la rivolta di una generazione, cresciuta nel pieno della ricostruzione e della ripresa economica, che contesta l’autorità dei genitori, della scuola, dell’università, ma anche delle istituzioni pubbliche più tradizionali (la chiesa, l’esercito). La ribellione giovanile nelle università e nelle scuole si salda con la rabbia e la lotta dei giovani operai, alla testa di un’ondata di battaglie sindacali che trasformeranno il mondo del lavoro.
 
Il ’68
 
Pur se iniziata già da qualche anno, la cultura giovanile trova nel ‘68 il suo momento di esaltazione e diffusione e da lì si forma e stabilizza in modo autonomo e persistente il mondo della musica, con i grandi concerti collettivi; un nuovo linguaggio; la libertà sessuale e un rapporto nuovo tra i sessi; modalità di comunicazione originali; stili di vita, modi di vestire; ma soprattutto la rivendicazione di una visione del mondo diversa da quella degli adulti; forme di partecipazione politica differenziate e molteplici.

Ogni generazione, dal 1968, ha cercato di trovare la propria specificità, di esprimere la propria ansia di libertà e volontà di partecipazione, di comunicare col proprio linguaggio speranze, paure, illusioni, certezze. Oggi i giovani hanno perso la voce?

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1968

1° MARZO
4000 fra studenti e ricercatori della Sapienza di Roma si muovono in corteo verso l’ateneo per occuparlo, trovandolo presidiato dalla Celere. Davanti alla Facoltà di Architettura si verifica uno scontro talmente violento con la polizia da prendere il nome di “Battaglia di Valle Giulia”. Al termine della giornata, gli studenti dei movimenti di sinistra occuparono la Facoltà di Lettere. Anche i gruppi di studenti neofascisti partecipano agli scontri.
 
3-30 MAGGIO
Dopo aver conosciuto una portata significativa nelle strade giapponesi e nei campus d’oltreoceano, episodi di contestazione giovanile si accendono in Europa, dove la protesta degli studenti si salda con le rivendicazioni di gruppi della sinistra extraparlamentare e con le mobilitazioni operaie sviluppando una contestazione radicale al sistema. Fra gli episodi più significativi ci sono le rivolte francesi del maggio.
 

1999

30 NOVEMBRE
L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) indice il summit a Seattle, per programmare le linee economico commerciali per il Duemila. Contemporaneamente, vengono organizzate importanti manifestazioni del movimento no-global, che ingaggia violenti scontri con le forze dell’ordine. Conosciuta come la “Battaglia di Seattle”, la manifestazione diviene un punto di riferimento nella contestazione al modello neoliberista.
 

2001

18-21 LUGLIO
La manifestazione di Genova contro il summit del G8 vede la partecipazione centinaia di migliaia di persone. Le violenze con cui le forze dell’ordine reprimono i cortei, le torture a cui sono sottoposti i dimostranti nella Scuola Diaz e nella Caserma di Bolzaneto, la sospensione fattuale dei diritti civili, fino all’uccisione da parte dei carabinieri del manifestante Carlo Giuliani hanno provocato, nel 2015, l’incriminazione dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: al termine del processo, nel 2017, l’Italia si dichiarerà colpevole, patteggiando le pene per i responsabili della repressione.