Ricercatrice Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

 

I contributi riuniti in questo volume affrontano lo studio del nesso tra lavoro e cittadinanza con l’obiettivo di mostrare le radici lunghe dei concetti di cittadinanza e democrazia in rapporto al tema del lavoro. Il fine è quello di indagare lo snodo storico rappresentato dal momento fondativo dell’Italia democratica – la Costituente – e di analizzare la genesi del binomio lavoro-cittadinanza e la sua attuale crisi nel contesto dei cambiamenti del mondo del lavoro e della frammentazione delle identità collettive.

L’articolo 1 della Costituzione italiana stabilisce un nesso forte tra lavoro e democrazia: il lavoro viene identificato come fondamento stesso della Repubblica. Il lavoro non viene più visto come una merce, ma come uno strumento di emancipazione, un mezzo attraverso il quale viene conferita dignità alle persone. Non solo: se cittadinanza significa appartenenza a una determinata comunità, allora è anche attraverso il lavoro che si diventa parte della comunità, che vi si partecipa, che si acquisisce l’identità di cittadini.

Oggi questo nesso sembra essersi rotto. Assistiamo infatti a importanti trasformazioni del mondo del lavoro (precarizzazione, flessibilità, crescita della disoccupazione), trasformazioni che aprono a nuove disuguaglianze, minando il senso stesso della cittadinanza. Ci troviamo di fronte a una serie di nuovi e inediti conflitti e disuguaglianze all’interno del mondo del lavoro: quelli tra inclusi ed esclusi, tra chi sta dentro (le tutele, il mercato, i diritti) e chi sta fuori. La crisi economica ha ulteriormente complicato il quadro: a una precarizzazione del lavoro segue quindi una sorta di “precarizzazione della cittadinanza”, che può avere delle conseguenze anche sugli atteggiamenti civici e sulla formazione delle identità collettive e politiche.

Come ricucire, dunque, il nesso tra lavoro e cittadinanza? A partire dallo scavo storico della genesi del nesso durante la Costituente, e dell’analisi del suo sviluppo nel periodo cruciale negli anni settanta, momento storico in cui il legame tra lavoro e cittadinanza è parso più forte nelle pratiche di partecipazione politica e nella costruzione delle identità collettive, il volume arriva a prendere in considerazione i processi di deindustrializzazione e la situazione attuale, caratterizzata da flessibilità e precarietà sia dal lato dell’inclusione dei cittadini nelle politiche di welfare che dal lato della (complessa) formazione delle identità collettive. In un contesto in cui le trasformazioni del mondo del lavoro e della rappresentanza si susseguono a un ritmo frenetico, l’obiettivo non è quello di dare soluzioni semplici ma di aprire uno spazio di riflessione e di dibattito, ponendo sempre nuovi interrogativi.

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