Ricercatore sociale e project manager freelance

La pervasività dell’ecosistema tecnologico riconfigura radicalmente l’organizzazione del lavoro, sia nel contesto industriale che in un settore terziario in rapida crescita. La nuova rivoluzione industriale si basa sempre più sulla piattaforma intesa non come un’infrastruttura ma come nuovo paradigma produttivo.  Gli effetti di scala di questa trasformazione sono: la riduzione delle barriere all’accesso al lavoro, il potenziamento della casualizzazione del lavoro e della dis/ri-intermediazione.

Tutto ciò riconfigura i processi di controllo e il trasferimento dei rischi, sollecitando la necessità di nuovi standard normativi, la rappresentatività e la tutela del welfare. È in corso una ridefinizione dei concetti classici di autonomia, dipendenza e regolamentazione. Frammentazione, precarietà, flessibilità e instabilità diventano tratti permanenti della forza lavoro, favorendo l’emergere di una nuova età dell’oro del cosiddetto “cybertariato”.

Inoltre, la connettività, i sistemi pervasivi di valutazione e di sorveglianza determinano nuove condizioni di lavoro testate sui lavoratori al di fuori di qualsiasi processo di contrattazione o accordo di lavoro istituzionale. Gli effetti a medio-lungo termine in termini di sostenibilità sociale, discriminazione di genere e razziale, sono ancora largamente inesplorati. I lavoratori delle piattaforme sono ancora in gran parte non organizzati e isolati, esposti al rischio di carriere professionali scadenti e sottoposti ad un ambiente professionale estremamente competitivo, dove l’individualismo è la regola e la solidarietà non ha spazi.

Al pari di altri lavoratori non standard, inoltre, sono esposti al rischio di sfruttamento e di lavoro gratuito in un’economia in rapida evoluzione basata molto su fattori di reputazione e simbolici. La popolazione dei lavoratori delle piattaforma è un ecosistema plurale, altamente differenziato ed eterogeneo, difficile da inquadrare e organizzare a sostegno di azioni collettive; nonostante ciò si stanno diffondendo alcune sperimentazioni di rappresentanza collettiva promosse sia da organizzazioni sindacali, organizzazioni autonome e movimenti di base, che coinvolgono vari gruppi di lavoratori sottorappresentati, compresi i lavoratori professionisti autonomi.


Sono questi i temi della special issue 3/2019 della rivista PACO (Partecipazione e Conflitto).

Termine per la presentazione di un abstract lungo: 15 dicembre 2018

Termine per l’invio dell’articolo completo: 27 aprile 2019


Informiamo inoltre che alcuni degli autori degli abstract selezionati verranno invitati ad un seminario di studio organizzato presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (periodo: gennaio 2019).


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