Ricercatrice Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Le categorie di destra e sinistra hanno ancora senso? Dipende, sembra rispondere Chantal Mouffe. Pensatrice nota per il suo tentativo di ripensare la categoria del populismo e per aver analizzato l’ingresso nell’epoca che chiama di “post-politica”, il ragionamento che propone potrebbe portare tuttavia a riabilitare, seppur in senso nuovo, lo schema “tradizionale”.

Infatti, se Mouffe sostiene che sia difficile scorgere differenze sostanziali fra le ricette del centrosinistra e del centrodestra perché entrambi gli schieramenti hanno accettato i fondamentali della globalizzazione neoliberista, larghi strati di popolazione, che correttamente si sentono esclusi dalle capacità decisionali affidate a pochi, cercano di ribellarsi a questa condizione e tentare di incidere nello scenario. Il “momento populista”, secondo Mouffe, definisce questo tentativo e dunque si iscrive pienamente nella pratica democratica. Tuttavia, non potendo esistere democrazia senza pluralismo, non si può immaginare un’arena politica senza confronto fra parti diverse, ed è dunque interessante capire su cosa si sia spostato l’asse di frattura fra i diversi attori in gioco. Ad esempio, ella sostiene che il femminismo, l’anti-razzismo, il movimento LGBT e quello ambientalista non si possano iscrivere da una parte o dall’altra della divisione che un tempo fu di classe; a quest’ultima oggi può corrispondere, per approssimazione, la frattura fra élite e popolo, fra oligarchia che decide e maggioranza esclusa dal potere. Tornare a delineare chiaramente delle fratture fondamentali è ciò che potrebbe portare ad uscire dalla condizione di post-politica determinata dall’omogeneità di vedute e opinioni e dalla conseguente disaffezione dei cittadini. Farlo significa anche confrontarsi sul piano del populismo, utilizzandolo in senso oppositivo all’avanzata dell’Alt-right e delle forze reazionarie.

In questo contesto, Destra e Sinistra sono quindi ancora attuali? Dipende, risponde Mouffe. Non si può dire (non solo secondo la politologa belga ma grazie a diverse evidenze) che siano categorie ancora utilizzate dai cittadini-elettori per scegliere la propria rappresentanza. Si può invece sostenere siano tutt’ora categorie foriere di argomentazioni utili a capire la differenza fra le opzioni in campo. “La sinistra si riferisce a valori specifici: giustizia sociale, sovranità popolare, eguaglianza.”  La discussione politica che è in corso fra le tre sinistre che Mouffe delinea, seppur spesso sottotraccia, dovunque in quel campo, è su come quei valori si possano inverare oggi.

 

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