Tratto dal ciclo d’incontri La Cina del Mondo


Con la sua passione per il vino, le spade e la fabbricazione di bombe, Qiu Jin era diversa dalla maggior parte delle donne nate nella Cina del tardo XIX secolo. Da giovanissima, scrisse poesie e studiò eroine marziali cinesi, sognando di vedere un giorno il proprio nome nei libri di storia.

Ma le sue ambizioni si scontrarono con una società patriarcale profondamente radicata in Cina, che sosteneva che il posto di una donna rimanesse la casa. Imperterrita, Qiu è diventata un precoce e feroce difensore per la liberazione delle donne cinesi, sfidando il prevalente confucianesimo e le norme di classe, travestendosi e lasciando la sua giovane famiglia per perseguire un’istruzione all’estero.

Qui l’articolo del New York Times dedicato all’eroina cinese.


La sezione cinese nel patrimonio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli


La fonti bibliografiche dedicata alla Cina nel Patrimonio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli comprendono circa duemila monografie e settanta collezioni periodiche.

Le monografie sono suddivise in sezioni tematiche.

Una prima sezione suddivisa in due parti comprende volumi sulla storia generale della Cina dalle origini ai giorni nostri. I saggi riferiti alla Cina antica sono scarsamente rappresentati, mentre larga parte tratta della storia della Cina tra Ottocento e Novecento con focus sulla Cina dalla Lunga marcia agli anni ottanta.

Una seconda sezione raccoglie materiale sulla storia economica cinese con particolare riferimento all’economia della Cina socialista con opere sulla pianificazione economica e i risultati delle politiche economiche socialiste.

La terza sezione è costituita da volumi sulla storia del pensiero e anche in questo caso la parte predominante è costituita da opere sul pensiero socialista, sul maoismo, molte di carattere propagandistico in lingua cinese.

Infine è presente una piccola sezione miscellanea che comprende materiali non collocabili nelle sezioni precedenti e che riguardano geografia, viaggi, cultura, tradizioni. Qui si possono trovare, nell’ordine di poche unità, opere sul teatro tradizionale, sull’arte e sul folclore pubblicati tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta.

Anche le collezioni periodiche ricalcano le aree disciplinari delle monografie e comprendono materiali compresi tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta.

Si segnalano alcune testate di carattere culturale o di costume tra le quali “Litterature chinoise”, “Peking Review”, “China Pictorial”, “La Chine”.

Recentemente sono stati acquisiti settanta manifesti cinesi degli anni settanta-ottanta prevalentemente di carattere propagandistico.

 

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