Ricercatore dell'area "Globalizzazione e sostenibilità" presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

La sinistra europea (assieme ai Verdi) si è riunita poche settimane fa a Bilbao per discutere del futuro dell’Unione Europea. Dal forum precedente era scaturito questo rapporto: un documento al quale vogliamo dare rilevanza perché è uno dei pochi provenienti direttamente da un gruppo interno al Parlamento europeo. Infatti, le migliaia di pagine scritte finora sulla crisi dell’Europa e su come riformarla vengono generalmente dall’accademia, dai sindacati, dalle ONG e da altre associazioni.

È inoltre un documento discorsivo, di facile lettura, che si concentra su un unico aspetto della crisi, la moneta unica, arricchendo e rendendo accessibile il dibattito troppo spesso oscurato dalle opposte tifoserie, o sequestrato da chi vuole confinare la questione dell’euro a questione meramente tecnica. Leggendo, si mette a fuoco sui problemi strutturali dell’architettura della zona euro, sugli effetti perversi che hanno prodotto, ma anche sulle proposte di riforme politicamente realistiche che potrebbero sanare questa complessa architettura istituzionale dalla tendenza alla stagnazione e all’aumento delle divergenze tra Paesi membri.

C’è un legame tra il peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini europei e le regole della zona euro? Quali sono le condizioni necessarie per rimettere in moto la crescita dell’eurozona e allo stesso tempo ridurre le differenze tra i Paesi membri? Quale ruolo deve avere la Banca Centrale Europea? Le “regole di Maastricht” (e quelle che hanno seguito, come il Fiscal Compact), sono necessarie al funzionamento di una moneta comune? Sono sufficienti? Qual è, in una parola, il futuro dell’eurozona?

Questo rapporto traccia alcune possibili risposte a queste e ad altre domande.

 

 

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