09-05-2018 21:00
Luogo: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Uno dei più acclamati giovani registi e sceneggiatori italiani (autore della serie Boris) si mette in gioco con Gola, un ritratto dell’Italia visto attraverso il rapporto morboso con il cibo, simbolo di sovrabbondanza, di falso benessere ma anche di voragini psichiche, di vuoti incolmabili: si mangia eccessivamente per dimenticare, per non pensare, per non essere curiosi, per non essere se stessi, per sostituire qualcuno che non c’è oppure ciò che non si ha. 

Tra rabbia e ironia, il testo stigmatizza l’indifferenza di cui l’Italia è capace, e che a tavola, davanti a sontuose portate, trova la sua massima espressione, il suo luogo ideale.

Il monologo è interpretato da Valerio Aprea, attore di teatro, cinema e tv.

 

 

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