25-01-2019 18:30
Luogo: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - Viale Pasubio 5, Milano

 

Stagione Capitale 2018/2019 \ Ripensare Partecipazione e Diritti

A cura di Gabriele Del Grande
In collaborazione con Al-Mutawassit – Il Mediterraneo Editore

Nel 2011 il mondo arabo venne scosso da un’ondata di proteste che portò milioni di manifestanti in piazza per chiedere la fine delle dittature che da decenni governavano quei paesi. I media la definirono frettolosamente la “primavera araba”, senza immaginare che quella stagione di promesse e speranze di un cambiamento pacifico sarebbe stata presto precipitata in un inverno, fatto di restaurazione di vecchi regimi, arresti di massa, esecuzioni, strategie della tensione, infiltrazioni jihadiste e guerre per procura.

Anche sotto i regimi più autoritari, c’è una parte della società civile e del mondo intellettuale che continua a lottare. Le loro storie di resistenza saranno al centro del ciclo di incontri pubblici La verità vi prego sul presente/Libertà, promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e curato da Gabriele Del Grande in collaborazione con Al-Mutawassit Editore.

A Milano quattro personalità arabe – scrittori, poeti, giornalisti e registi – raccontano come si fa cultura sotto un regime, come si sfidano i dogmi e le ipocrisie del discorso religioso, come si liberano le parole dopo una guerra per esorcizzare il dolore e disegnare nuovi orizzonti o anche semplicemente per ingannare l’esilio, la mancanza e la sconfitta. A ogni dibattito seguirà la proiezione di un film selezionato fra i migliori titoli del cinema arabo di questa stagione.

Gli appuntamenti del ciclo

25 gennaio 2019

ore 18:30 LA TENTAZIONE DI CHIEDERE. La parola e il potere.

Incontro con Sayed Mahmud (Egitto).

Stampa, cinema, letteratura: quanto è difficile non cedere alle lusinghe del potere? È più audace sfidare gli apparati di repressione di un regime o infrangere i tabù culturali di una società conservatrice e patriarcale? Ne parleremo con il giornalista e poeta egiziano Sayed Mahmud indagando lo stato di salute della libertà di espressione nel mondo arabo e in particolare in Egitto.

ore 19:45 Proiezione di “Poisonous Roses”, di Ahmad Fawzi Saleh (Egitto, 2018)

Un affresco delle dure condizioni di vita nei quartieri popolari del Cairo, attraverso la storia di un fratello e una sorella residenti nel distretto delle concerie: lui deciso a fuggire da quella miseria, lei pronta a fermarlo a tutti i costi.

Film in arabo con sottotitoli in inglese.

26 marzo 2019

Ore 18:30. SANTITÀ. La parola e Dio.

Incontro con ‘Ali al-Muqri (Yemen).

Quando il discorso religioso si fa norma per escludere, controllare, sottomettere, da che parte stanno gli intellettuali? Ne ragioneremo con lo scrittore, giornalista e poeta yemenita Ali al-Muqri. Identità e rapporto con l’altro, laicismo, patriarcato, questione femminile sono da anni al centro dei suoi romanzi. Così come la storia di quell’antica terra, lo Yemen, da anni devastata da una guerra tanto crudele quanto ignorata dai media.

Ore 19:45 Proiezione di “Ghost Hunting” di Raed Andoni (Palestina, 2017).

In un vecchio magazzino vicino a Ramallah il regista ricostruisce una cella all’interno della quale convoca un gruppo di ex prigionieri politici palestinesi con i quali affrontare i fantasmi del loro passato comune nelle carceri israeliane.

17 aprile 2019

Ore 18:30: UN’ALBA IMMINENTE. La parola dopo la guerra.

Incontro con Ahmad ‘Abd al-Hussayn (Iraq)

L’Iraq è un paese devastato da decenni di guerre – da ultimo il conflitto contro le milizie dello Stato islamico – costate la vita a centinaia di migliaia persone e l’esilio a milioni di altre. I segni di morte e distruzione sono ovunque e molte ferite sono ancora aperte. Dopo tanto dolore la cultura ha ancora qualcosa da dire? Che spazio c’è per gli intellettuali iracheni in questo tempo sospeso? Ne parliamo con il poeta, giornalista e attivista iracheno Ahmad Abdul Hussein. [Info autore bit.ly/2SWlMF5]

Ore 19:45 Proiezione di “The Journey” di Muhammad Al-Darraji (Iraq, 2017).

Sara è una donna decisa a perpetrare un attentato suicida alla stazione dei treni di Baghdad dove però un incontro imprevisto e imbarazzante le darà una seconda possibilità.

27 maggio 2019

Ore 18:30 PASSAGGI. La parola in esilio.

Incontro con Samar Yazbek (Siria).

Nel 2011 molti intellettuali siriani appoggiarono le proteste di piazza contro il presidente Bashar al-Asad. La loro letteratura è diventata un appello alla resistenza e alla libertà, un appello inviso tanto al regime quanto ai gruppi jihadisti accorsi sul teatro di guerra. Sette anni dopo, chi fra quegli intellettuali non è morto in prigione o sotto le bombe, vive in esilio. Ne parleremo con Samar Yazbek, scrittrice, giornalista e regista siriana.

Ore 19:45 Proiezione di “Fires”, di Muhammad Ibn ‘Abd al-‘Aziz (Siria, 2014).

Nella Siria devastata dalla violenza, quattro donne lottano per la sopravvivenza confrontandosi ogni giorno con la guerra che come un incendio minaccia di divorare nelle sue fiamme tutto e tutti.

 

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