27-11-2019 18:00
Luogo: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, viale Pasubio 5

Stagione Alternativa 2019/2020

Osservatorio di ricerca: Osservatorio sulla democrazia 

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti



L’Unione Europea si trova dinnanzi a un bivio. Nel “decennio orribile” inaugurato dalla Grande Recessione, una sequela di crisi — economica, politica, sociale, migratoria, democratica — hanno minato la confidenza nel processo di integrazione Europea, alimentando antichi o nuovi egoismi nazionali che si sono tradotti in consensi per l’antipolitica.

Attraverso un ciclo di talk che coinvolgerà eccellenze accademiche dai quattro angoli d’Europa, A Road to Europe – ciclo in collaborazione con Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche a cura del Prof. Maurizio Ferrera – si propone l’ambizioso obiettivo di mappare il dibattito corrente sulle trasformazioni dell’Unione Europea nel contesto delle molteplici crisi che l’hanno investita.

La riflessione non potrà che partire dalla natura della costruzione europea, in cui l’integrazione economica e monetaria sembra prevalere su possibili forme di unione politica e sociale. Un’architettura incompleta che si è tradotta in squilibri di natura economica e sociale che toccano differentemente i vari territori europei.

Questa “grande trasformazione” economica e politica ha natura spesso opaca, ma ricadute concrete per comunità e territori. La difficoltà nel comprendere e controllare questi fenomeni attraverso la partecipazione democratica alimenta, a livello locale, una spirale di disinformazione che viene sfruttata da imprenditori del risentimento per fomentare le spinte disgregative che stanno interessando, ad ogni livello, la società europea.

A partire da una comprensione puntuale di questa spirale distruttiva, A Road to Europe intende indagare e comprendere quali paradigmi e strumenti di politica pubblica possano invece promuovere una spirale virtuosa a livello istituzionale e politico, e quali voci e attori possano farsi carico di promuovere istanze di riconciliazione a livello europeo.

Nonostante tutto, siamo ancora convinti che la strada da seguire sia quella che conduce all’Europa.


Il primo appuntamento del ciclo è mercoledì 27 novembre alle 18.00

Europa e solidarietà

Con

László Andor, economista, Corvinus University di Budapest e già Commissario Europeo per l’Occupazione, gli Affari Sociali e l’Integrazione

In dialogo con

Ivana Pais, Università Cattolica del Sacro Cuore

Ilaria Madama, Università degli Studi di Milano

Modera

Maurizio Ferrera, Università degli Studi di Milano


Tra il 2010 e il 2014, László Andor ha potuto assistere ad alcuni degli eventi più drammatici che hanno caratterizzato l’Europa dei conflitti da una tribuna speciale: quella di Commissario Europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione. In questa veste, è stato chiamato a “correggere” gli esiti più drastici delle politiche di austerità volute da Consiglio Europeo e Commissione attraverso politiche di spesa come la Garanzia Giovani e il rafforzamento del Fondo Sociale Europeo. Nel contempo, László Andor è stato uno dei protagonisti del difficile “ritorno all’Europa” del suo paese d’origine, l’Ungheria, e testimone della fase di riforme “illiberali” del governo ungherese guidato da Viktor Orban.


László Andor è nato nel 1966. È stato Commissario Europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione durante la seconda Commissione Barroso (2010-2014). Economista, è oggi docente universitario presso la Corvinus University di Budapest ed esperto di politiche europee presso la Hertie School of Governance. Ha pubblicato nel 2019 “Europa e Solidarietà – Tra Pilastro Sociale e derive sovraniste” per eurilink University Press.

 


In collaborazione con Università degli studi di Milano

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