13-11-2019 14:30
Luogo: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - Viale Pasubio 5, Milano

Stagione Alternativa 2019/2018

Workshop a porte chiuse di Agenda Open Lab

Stream di ricerca: Memoria

#Storia #Migrazione #Confini


Agenda Open Lab si propone come un cantiere di confronto che coinvolge il mondo della ricerca, le comunità di pratica, i protagonisti delle istituzioni, le competenze di chi fa impresa con l’obiettivo di individuare risposte possibili alle grandi questioni. Non serve partire da zero. Esistono ricerche, esperienze, sperimentazioni, interventi, politiche animate nel mondo da soggetti diversi, che configurano una ricchezza di tentativi di risposta sui temi centrali del dibattito contemporaneo: la protezione del lavoro, la gestione dei flussi migratori, il diritto all’abitare, il welfare delle pari opportunità, la salute e l’urgenza di intervenire perché possa continuare l’esistenza umana sul pianeta in relazione alle risorse naturali ma anche ad un livello di coesione e di comunità che usiamo chiamare democrazia.

Una serie di oltre trenta workshop per costruire, durante la Stagione Alternativa di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, un percorso che promuova l’individuazione di questioni e proposte che contribuiscano alla definizione di un’agenda condivisa. Un’agenda che nasca dal confronto con le comunità locali e nazionali ma anche da quello esteso alle più importanti Fondazione Europee attive nel campo delle scienze sociali.


Agenda Open Lab, il cantiere di confronto che coinvolge il mondo della ricerca, le comunità di pratica, i protagonisti delle istituzioni e delle imprese, prosegue con un primo incontro, su invito, mercoledì 13 novembre. Un workshop dedicato al programma di Bad Godesberg, approvato dalla SPD nel novembre 1959 e volto a fare della Socialdemocrazia tedesca una forza radicale ma riformista e di governo. Una riflessione sugli snodi ancora attuali del programma socialdemocratico: individuo, partito, Stato, economia


Approvato il 15 novembre 1959, il programma di Bad Godesberg rappresenta per antonomasia la capacità della Socialdemocrazia tedesca di adattarsi alle trasformazioni avvenute sul piano economico e nel quadro internazionale. Da partito anti-sistema, il cui fine ultimo era comunque di natura rivoluzionaria, la SPD si ripropose sulla scena come forza riformista che ambiva a governare la società. Ciò non voleva comunque dire rinunciare a proporre formule e programmi progressisti capaci di modificare lo status quo.

Quel passaggio non deve essere rievocato oggi per ragioni nostalgiche o perché sintomatico di un passato in ogni caso migliore. Bad Godesberg ci insegna a comprendere il mondo, le sue direzioni e, al contempo, a provare ad impostare una rotta politica comunque capace di mutare in chiave progressista la società che ci circonda.

Decidere di essere parte attiva nei processi di trasformazione, senza limitarsi ad un adattamento, vuol dire anzitutto riconoscere le mutazioni, i loro impatti, inclusi quelli di lunga prospettiva, così da contribuire fattivamente all’immaginazione di nuovi modelli sociali, in cui tutti gli individui possano sentirsi tutelati, indipendentemente dal ceto sociale di provenienza.


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