Esiste uno spazio di conoscenza che sappia tradurre lo studio della storia e le radici del nostro presente in una forma innovativa di didattica, di formazione e di intrattenimento, utili a una moderna dimensione di cittadinanza?

Esiste, e si chiama ‘Scuola di cittadinanza europea‘.

Siamo soliti associare la parola “cittadinanza” a diritto. In questo senso cittadinanza sembra configurare una condizione statica e acquisita.

Cittadinanza è, invece, molte cose. Sentimento, pratica, mentalità. La costruzione di un’idea di cambiamento: un processo che riguarda il quaderno dei temi della qualità di vita individuale e della convivenza fra individui di domani che va già pensata oggi. È una riflessione costante, nutrita da atti, fatti, tappe del passato per ragionare sul cambiamento in termini di progetti per il futuro.

La sfida è individuare percorsi culturali capaci di interpretare gli orizzonti dello sviluppo; comprendere i fondamenti di ciò che intendiamo oggi per cittadinanza, consapevoli del percorso compiuto, memori di quei valori, simboli e parole che sono stati scartati o inclusi in quel concetto.

La cittadinanza è una costante operazione in cui non si produce solo allargamento della sfera dei diritti, ma anche un nuovo modo di pensare i fondamenti della convivenza, dei modi del consumare, degli stili di vita, del rispetto che si deve a cose, valori, persone, talvolta a lungo non considerati o valutati degni di considerazione.

È un criterio e un concetto che Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha reso operativi in tutti i suoi progetti di ricerca per promuovere la costruzione di un linguaggio condiviso intorno al grande tema della cittadinanza, che offra ai giovani e ai cittadini una reale opportunità sia di riflettere e confrontarsi sui temi caldi della contemporaneità, sollecitati da casi di studio della ricerca scientifica, sia di ideare e progettare percorsi e strumenti innovativi di cambiamento.

La Scuola di cittadinanza europea attraversa la storia d’Europa, per rivelarne i processi evolutivi nell’età moderna e delinearne le direzioni future, incontra i modi in cui si dà rappresentanza e voce a soggetti e temi che le crisi sociali e politiche degli ultimi decenni hanno lentamente marginalizzato, percorre processi di formazione che investono il mondo dei lavori e che ricollocano al centro soggetti che non ricevono protezioni, garanzie e tutele, accoglie le preoccupazioni sulla qualità della vita e dello stato di salute dell’ambiente e del consumo delle risorse.

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