Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

E’ il 14 settembre del 1867 quando ad Amburgo, presso l’editore Meissner, viene pubblicato il primo volume del Capitale.

L’opera viene inizialmente stampata in 1000 esemplari. La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli conserva nella sua collezione documentale la prima edizione.

Il Capitale è destinato ad essere il lavoro più corposo di Karl Marx e, insieme al Manifesto del partito comunista, il più noto scritto del “Moro”.

Nel secolo seguente il Capitale è diventato un classico del pensiero economico, eppure in un primo tempo l’opera viene praticamente ignorata dagli economisti. La sua fortuna procede sullo slancio dell’affermazione del movimento operaio e, all’interno di questo, della tendenza che si rifà più chiaramente alla concezione materialista e dialettica della storia e della lotta di classe che ha tra i suoi referenti principali proprio Marx e, con lui, Friedrich Engels.

Fondamentale si rivela per tanto, per la diffusione dell’opera, l’attivismo della socialdemocrazia, anzitutto tedesca. Liebknecht, Bebel, Kuglemann scrivono recensioni e annunci. L’organo ufficiale dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (la Prima Internazionale), “Verbote”, lancia una sottoscrizione per sostenere le spese della pubblicazione dell’opera.

Da allora Il Capitale venne citato dai militanti socialdemocratici nelle riunioni interne, nei comizi, dai banchi del parlamento e, anche, nelle aule dei tribunali, prima che nelle università.

Lo sforzo della militanza operaia porta la seconda edizione a 3000 copie e a numerose edizioni. Nella sola Germania del 1890 se ne contano ben quattro.

Prima della morte di Marx, avvenuta nel 1883, Il Capitale si diffuse anche all’estero con un’edizione francese di 10000 copie successiva alla sconfitta della Comune di Parigi e un’edizione russa, curata da Lopatin e tirata in 3000 esemplari. Come scrisse lo stesso Marx, la diffusione del testo nel movimento operaio fu la “migliore” e più gratificante delle ricompense.

Con la scomparsa di Marx, il piano generale dell’opera venne ripreso da Engels, che curò il completamento e la pubblicazione della seconda e terza parte, oltre a favorirne la diffusione in Gran Bretagna curandone l’edizione in lingua inglese con Samuel Moore.

La prima edizione in lingua italiana venne pubblicata a Torino nel 1886, anticipata dal compendio steso da Carlo Cafiero nel 1879.

Testo di riferimento di un movimento di emancipazione e rivoluzionario, ha rappresentato non solo uno studio sui processi di accumulazione del capitale e di critica dell’economia politica, ma anche (e forse soprattutto) una delle tappe che ha segnato il passaggio del socialismo, “dall’utopia alla scienza”, dal progetto di un mondo nuovo o altro alla necessità di comprendere il mondo nel quale si viveva per poterlo cambiare. All’insegna della consapevolezza e dell’impegno.

Proprio per queste sue caratteristiche, Il Capitale è stato uno dei libri che ha segnato la storia dell’età contemporanea, non solo quella del pensiero economico.

 

 


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Dalla ricca sezione dedicata alle opere di Marx e Engels conservate dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, presentiamo una galleria di copertine e frontespizi delle traduzione del Capitale.

Oltre alle versioni complete in italiano, francese, inglese, cinese, russo nonché in lingue meno diffuse come il serbo-croato pubblicate tra Ottocento e Novecento, la raccolta comprende anche molte riduzioni tra cui il compendio di Carlo Cafiero stampato nel 1879, prima apparizione dell’opera in Italia.

 

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