Vicensindaco e Assessore alla Sicurezza del Comune di Milano
  1. Milano, come altre città in tutto il mondo, si è dotata di una Food Policy che mira a regolare e rendere efficiente il sistema alimentare locale. A quale esigenza condivisa corrisponde la dotazione di questo strumento? A quali sfide vuole dare risposta?

Una Food Policy è un’azione istituzionale per agire, con una visione e un approccio sistemici, sulle componenti del sistema alimentare di una città: produzione, trasformazione, logistica, distribuzione, consumo e rifiuti. cover

Con questo approccio sistemico, già a partire dal 2014, il Comune di Milano e la Fondazione Cariplo hanno deciso di impegnarsi per studiare proposte per l’agenda politica della città sui temi del cibo e dell’alimentazione: hanno avviato uno studio del sistema alimentare cittadino e metropolitano che si è avvalso di un’ampia analisi realizzata con il contributo del Centro di Ricerca EStà. Tale analisi ha visto il coinvolgimento dei diversi stakeholder e dei cittadini in un percorso articolato e in una consultazione pubblica che ha portato alla redazione di diverse proposte, sottoposte poi all’attenzione dell’Amminsitrazione. E’ stato il Consiglio Comunale che nel mese di ottobre 2015 ha infine approvato il documento completo contenente la Food Policy del Comune di Milano. Nella cornice di Expo, la Carta di Milano e il Milan Urban Food Policy Pact si avviavano a costituire l’eredità del grande evento: la sottoscrizione della Carta da parte di milioni di cittadini e la firma del Patto da parte di oltre cento città di tutto il mondo (oggi salite a oltre 160) sancirono il ruolo fondamentale dei cittadini e delle città, il loro apporto concreto alle politiche pubbliche per il cibo e la capacità di tradurre ciascuna food policy in azioni quotidiane vissute da tutti i cittadini.

Per Milano, la Food Policy si articola in cinque priorità: garantire cibo sano per tutti; promuovere la sostenibilità del sistema alimentare; educare al cibo; lottare contro gli sprechi alimentari; sostenere la ricerca scientifica agroalimentare. Ciascuna priorità è a sua volta articolata in indirizzi ed azioni.

Nei tre anni successivi il Comune di Milano e Fondazione Cariplo hanno mantenuto gli impegni del 2015, facendo crescere l’idea di “progetto” sperimentale e temporaneo fino a farla diventare una dimensione “politica” duratura e permanente. La Food Policy ha permesso di avviare diverse iniziative strutturali e progetti pilota, grazie a una nuova forma di governance interna al Comune di Milano, con una delega di coordinamento in capo alla Vicesindaco e la creazione dell’Ufficio Food Policy.

 

  1. In che modo il cibo nel quadro milanese può costituire uno strumento per favorire la dimensione di accesso alla cittadinanza e innescare processi di scambio interculturale e di convivenza urbana, anche attraverso la riconnessione di paesaggi urbani, agricoli e periurbani?

Abbiamo interpretato la relazione città-campagna in chiave positiva, promuovendo una relazione virtuosa attraverso la leva degli acquisti pubblici: Milano, tramite l’azienda Milano Ristorazione, prepara e distribuisce oltre 85.000 pasti ogni giorno – fra asili, mense scolastiche, centri per anziani e per disabili – che equivalgono a oltre 10.700 tonnellate di cibo, di cui circa il 30% è biologico.

La Food Policy promuove le produzioni locali, a partire da quelle realizzate nei territori del Parco Agricolo Sud Milano, favorendo la transizione di alcune coltivazioni locali verso produzioni biologiche. Allo stesso tempo, servono strumenti per promuovere l’acquisto di tali derrate, nel rispetto della libera concorrenza, e allo stesso tempo premiando la qualità dei cibi, dei prodotti, delle filiere produttive. 

Nel 2016 un progetto pilota – nato nell’ambito delle iniziative legate alla Food Policy – ha permesso di utilizzare oltre 180 tonnellate di riso dei produttori del Distretto Agricolo Milanese nei centri cucina di Milano Ristorazione: forti dell’esperienza maturata, l’impegno è oggi quello di promuovere un modello di premialità che allarghi anche ad altre 17 filiere di approvvigionamento questa possibilità. Una stima di circa 1.200 tonnellate complessive (più del 10% degli approvvigionamenti delle mense) in 16 Comuni del Parco Agricolo Sud Milano.

Nondimeno, il tema della lotta agli sprechi è stato ampiamente dibattuto e oggetto di diversi progetti di recupero e di educazione alimentare per i più piccoli: uno fra tutti, il programma “Frutta a metà mattina”, elaborato in collaborazione con Milano Ristorazione, grazie al quale anticipiamo la consegna della frutta in classe, riducendo in modo significativo lo spreco di frutta a fine pasto e incentivando la sostituzione della frutta agli snack di metà mattina.

In tema di educazione alla salute, cito altresì l’eliminazione del sale aggiunto alle pietanze servite negli asili nido della città.

Pensiamo in grande, ma partiamo da iniziative piccole e concrete. L’approccio che stiamo adottando è quello di creare un cambiamento del sistema alimentare attraverso soluzioni innovative. Cerchiamo di introdurre modifiche attraverso progetti pilota, condivisi con tutti gli attori che ci aiuteranno a metterli in pratica: la città produce cibo, lo distribuisce, lo consuma e troppo spesso lo spreca, osservando questi diversi passaggi ci facciamo un’idea su quali procedure possiamo modificare. Avviamo un progetto, lo testiamo e ne valutiamo i risultati. Se funziona, il passo successivo sarà quello di ampliare gli orizzonti, scalando le dimensioni di ciascuna iniziativa: per fare un esempio, il primo test di “Frutta a metà mattina” coinvolgeva 30 scuole nel 2016, oggi siamo a quasi 200 (metà delle scuole servite da Milano Ristorazione). Cambiamenti che, una volta consolidati, diventano patrimonio della Città e del suo sistema alimentare.

 

  1. Guardando al quadro globale, in che modo la costituzione di reti internazionali tra città e, quindi, la cooperazione internazionale, può fattivamente contribuire a sviluppare un sistema agroalimentare globale sostenibile, competitivo e innovativo? In questo quadro, ci sono delle esperienze particolarmente virtuose a cui Milano guarda con interesse?

Nello stesso periodo di definizione della Food Policy, il Comune ha sviluppato un’attività di diplomazia internazionale coinvolgendo città di tutto il mondo accomunate dalla firma del Milan Urban Food Policy Pact, un patto tra i sindaci di 167 città globali per la promozione delle politiche alimentari urbane.

Milano opera mantenendo l’impegno su scala locale, europea e internazionale.

La proiezione europea si sta rivelando uno spazio privilegiato per la Food Policy milanese, in cui la nostra esperienza risulta particolarmente significativa nel dialogo e nel confronto con le altre città e con la Commissione Europea. 

Milano è parte Eurocities, la principale associazione di città europee, e nell’ambito di questo network nel 2016 abbiamo coinvolto altre 51 città per la creazione del Working Group Food. Attraverso il network, oltre che singolarmente, siamo diventati interlocutori accreditati presso la Commissione Europea, interagendo con due Direzioni: Ricerca e Innovazione (DG RTD), che sta lavorando per una Food Policy Europea, all’interno della quale Milano rappresenta lo stakeholder per le città; Salute e Sicurezza Alimentare (DG SANTE), con la quale partecipiamo alla EU Platform on Food Losses and Waste.

In questo quadro si inserirà l’intervento nell’ambito dell’incontro sulla EU Platform on Food Losses and Waste, durante il quale Milano presenterà il suo impegno di politiche contro gli sprechi alimentari. L’incontro vedrà i rappresentanti dei 28 stati membri dell’Unione Europea, 37 organizzazioni private e non profit, il Commissario Europeo Food and Health Andriukaitis, il Direttore Generale della FAO Graziano Da Silva ed il Ministro dell’Agricoltura Cinese Han Changfu.

Un’attenzione locale e globale che è alla base del successo, non solo della nostra Food Policy, ma della città di Milano nelle sue declinazioni maggiormente innovative.

 

  1. La gestione dello spreco alimentare, come si evince dalla varietà di soggetti che parteciperanno al SolutionsLab sulla redistribuzione delle eccedenze alimentari, richiede un approccio multiattoriale. In che termini la cooperazione tra soggetti pubblici, privati e afferenti al terzo settore può fare la differenza a questo proposito? Come la complessità derivante dalla varietà di soggetti operanti sul territorio può essere gestita in maniera virtuosa?

La lotta agli sprechi alimentari è tra le priorità della nostra Food Policy. Per affrontare il problema il Comune agisce da facilitatore di una serie di iniziative, azioni e progetti sviluppati da un ampio ventaglio di attori sociali, economici, universitari ed istituzionali della città.

A febbraio 2018 abbiamo modificato il regolamento della TARI – Tassa sui Rifiuti per introdurre la possibilità di riduzione della parte variabile di tale tassa a fronte di donazione di eccedenze alimentari da immettere in circuito virtuosi di recupero. I beneficiari saranno gli operatori del sistema alimentare pubblici e privati che donano il cibo agli attori sociali, che lo ridistribuiscono a chi ne ha bisogno. Una misura strutturale che nel 2018 potrebbe incidere fino a 1,8 Milioni di euro e che nei prossimi anni valuteremo come incentivare, fino al limite imposto dalla norma nazionale che prevede riduzioni fino al 50% della parte variabile della TARI. Per avviare un dialogo con gli intermediari Onlus abbiamo organizzato il Solution Lab in Fondazione Feltrinelli (con la Fondazione Cariplo, il Programma QuBì e Ciessevi) nel quale ascolteremo e mapperemo le necessità delle organizzazioni attive nei diversi quartieri della città, capendo come poter scalare le esperienze maggiormente efficaci.

Nei grandi hub generatori di eccedenze da alcuni anni sono attive le principali associazioni onlus (Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana e Pane Quotidiano) e vengono ritirate 424 tonnellate dall’Ortomercato e 140 tonnellate dalle mense scolastiche. Con il Solution Lab avremo un’idea più chiara delle reti locali, dall’azione nei mercati scoperti alle reti tra supermercati e mense parrocchiali. Per la creazione di reti di prossimità locali dal 2016 abbiamo avviato un protocollo di intesa con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano ed Assolombarda e definito un modello che nei prossimi mesi dovremmo riuscire a sperimentare nel Municipio 9 per connettere negozi, supermercati e mense aziendali con gli attori sociali presenti nei quartieri.

La lotta agli sprechi alimentari è un’azione che ci vede impegnati su più fronti, anche con un dialogo costante con la Regione Lombardia e con le altre città italiane; durante Seeds&Chips ci confronteremo con le città di Roma, Torino, Genova, Mantova e Cremona sulle azioni antispreco che le città stanno sviluppando e favorendo.

Agire per ridurre gli sprechi significa sostenere le fasce della popolazione che hanno più bisogno di un aiuto alimentare, costruendo un sistema alimentare maggiormente equo e inclusivo. Al tempo stesso ridurre gli sprechi significa ridurre i costi del servizio di smaltimento dei rifiuti, smaltire l’umido è infatti una delle componenti più onerose della raccolta differenziata. Obiettivi multipli che agiscono simultaneamente sui tre ambiti della sostenibilità: società, economia e ambiente.

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